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Guidare l’auto con gli infradito si può: ma non senza rischi

Il Cipe approva l'autostrada Livorno-CivitavecchiaNei giorni scorsi abbiamo dovuto, nostro malgrado, dar notizia sul giornale di eventi tragici in regione legati a sinistri stradali: quello avvenuto sulla statale del Cerreto a Massa, quello accaduto sulla via del Brennero a Lucca e ancora a Pisa, sulla provinciale a Lavoria. Premesso che l’esperienza acquisita in oltre quarant’anni di professione a contatto con i problemi della strada mi porta ad affermare che la sicurezza non si coniuga generalmente con comfort, moda, consuetudine, intendiamo andare a dare una risposta a coloro che ci chiedono di sapere se, in questo periodo estivo, possono guidare con calzature aperte, tipo zoccoli o infradito, senza incorrere nei rigori della legge.

Cosa dice il codice

Se il “nuovo codice della strada”-così denominato quando uscì nel 1992, ma oggidì ormai ultraventennale – ci impone, ad esempio, di guidare con le cinture allacciate o con l’auricolare o il vivavoce del cellulare attivati a scanso di severe sanzioni, nulla prescrive nello specifico al riguardo del conducente per le sue calzature. Non resta allora che far riferimento al dettato dell’articolo 140, 1°comma -principio informatore della circolazione- secondo il quale “gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo e intralcio per la circolazione e in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale”. E noi, da accorti interpreti, andiamo a mettere in corsivo gli aspetti che ci riguardano più da vicino. Ma anche l’art. 141/2° ci interessa, nella parte in cui afferma testualmente :” il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizioni di sicurezza…..”. Da quanto accennato se ne deduce che il legislatore del codice del ’92, il primo codice di valenza “europea”, non ha ritenuto di “imporre” condizioni sul tema calzature all’utente della strada, ritenendolo maturo e coscienzioso, lasciandogli la discrezionalità sulla scarpa  da usare.

La scelta affidata al conducente

Lasciata la scelta al conducente, è facile pensare che zoccoli, ciabatte, infradito, e talora il piede nudo, sui pedali ( tralasciando il fattore igienico) siano d’estate la scelta più confortevole rispetto alla calzatura tipo chiuso invernale. Sì, ma a nostro avviso non certo la più conveniente. E perché? Perché se la sicurezza stradale dev’essere per il guidatore il motivo conduttore di ogni suo comportamento alla guida, c’è da pensare che egli possa solo con una calzatura bene ancorata al piede mantenere il pieno controllo dei pedali, quello del freno in special modo; come anche egli sia tenuto a prevedere che una ciabatta o una infradito possa sfuggirgli dal piede e rimanere incastrata tra i pedali, come anche che il piede nudo possa scivolargli inopinatamente dal pedale.

Le responsabilità per chi guida.

Da quanto detto ne discende che, in mancanza di una norma precisa e specifica, l’operatore di polizia si trova impossibilitato a contestare su strada una fattispecie contravvenzionale. Ma ciò a livello, diciamo pure, preventivo. Perché nel caso invece che si verifichi un incidente o un altro evento negativo e l’operatore intervenuto valuti che il guidatore non sia riuscito a mantenere il controllo del mezzo proprio per aver indossato magari delle ciabatte, contesterà a verbale la violazione e sarà poi il magistrato a stabilire le eventuali responsabilità a titolo di colpa legate all’imprudenza e alla negligenza dimostrate nella circostanza, per non aver fatto uso di un capo di abbigliamento “idoneo”. Responsabilità penali e civili, quindi, dalle quali sembra opportuno restare lontani. E l’unico modo per non esporsi a inutili rischi alla guida di un veicolo e alle eventuali conseguenze cui abbiamo fatto cenno è quello di andare ad impugnare il volante avendo ai piedi scarpe chiuse, lasciando il campo a più comode ciabatte e infradito solo a destinazione raggiunta.

automobile, Codice della strada, guida sicura


Sergio Tinti

già Comandante Polizia Stradale della Toscana

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