Ecco i finalisti dell'edizione 2014

Diari, di Pieve Santo Stefano premio Saverio Tutino: il Novecento nelle note di otto autori

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

04bigAREZZO – È arrivato alla trentesima edizione il Premio Pieve Saverio Tutino, promosso dall’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano (Arezzo). L’edizione 2014 si terrà dal 18 al 21 settembre.

L’idea da cui parte la manifestazione è che nessuna storia è banale, nessun ricordo indegno di essere salvato, nessun racconto trascurabile, perché si tratta di storie di vita; non è raro, peraltro, che queste storie di gente comune risultino raccontate benissimo.

Anche quest’anno la commissione di lettura del Premio intitolato a Saverio Tutino, anima fondante dell’Archivio, ha scelto le otto storie che a settembre si contenderanno la vittoria.

Sono otto storie che spaziano attraverso l’intero Novecento: le durissime condizioni di vita delle realtà rurali di inizio secolo, la Grande Guerra, il secondo conflitto mondiale, la sanguinosa persecuzione dei cristiani nella Cina di Mao Tse Tung, il genocidio che si è consumato in Rwanda negli anni Novanta, le condizioni di vita dei ragazzi di strada boliviani. Le vicende narrate dai diaristi affrontano temi profondi che risultano, indipendentemente dal periodo cui si riferiscono i fatti, di estrema attualità.

In tutte e otto le storie prescelte per la finale si rispecchiano eventi di forte impatto, riportati sulla carta attraverso scritture autobiografiche che hanno permesso di conservare e preservare dall’oblio ricordi, impressioni e sensazioni, dettagli non recuperabili dai libri di storia ufficiali. Non mancano le lettere, testimonianza di sentimenti d’amore o d’amicizia che sopravvivono al tempo o riescono a superare barriere difficili da valicare, come quelle di un carcere.

Nomi e storie. Il viaggio nel tempo e nella memoria inizia con Giuseppe Anice, biellese che racconta nella sua autobiografia una storia di povertà e di riscatto ambientata nel Piemonte del primo Novecento. Pochi anni dopo l’Europa è sconvolta dallo scoppio della Grande Guerra. Nei diari e nelle lettere del senese Guido Chigi Saracini, volontario automobilista per la Croce Rossa, se ne riporta una testimonianza vivissima. Negli anni Trenta, inizia la missione raccontata dal religioso francescano Ruffino Barfucci, che parte dalla Verna (Arezzo) per Chayenkow (Cina) e lì resterà per due decenni. Passano pochi anni e divampa un nuovo sanguinoso conflitto: episodi della Seconda Guerra Mondiale vengono raccontati nelle pagine del diario del ferrarese Giancarlo Chailly, che partito volontario si ritrova in Sicilia per far fronte allo sbarco alleato, e qui viene fatto prigioniero. In un contesto storico e sociale totalmente diverso, quello degli anni Settanta, sboccia l’amore tra il marchigiano Andrea e la toscana Lorenza, espresso attraverso un intenso epistolario che andrà avanti per decenni. Altro continente, altro drammatico contesto storico si incontrano nella memoria del fiorentino Gaddo Flego, medico che nel 1994 partecipa ad una missione di Medici Senza Frontiere in Rwanda, dove si sta consumando un vero e proprio genocidio. In Bolivia invece trascorre un periodo intenso Gabriele Camelo, giovane romano che racconta l’esperienza di volontariato a contatto con ragazzi che vivono in condizioni di particolare disagio. Nelle lettere sembra trovare il modo di gettare un “’ponte’” col resto del mondo Carmelo Guidotto, carcerato catanese che scrive a Carmela Cosentino, docente universitaria e volontaria all’interno del penitenziario siciliano.

«Le otto storie giunte in finale – spiega Natalia Cangi, direttrice organizzativa dell’Archivio dei diari – mostrano due aspetti speculari di questo complesso periodo storico: da un lato l’apertura al mondo, dovuta anche alla globalizzazione, che si ha attraverso esperienze di particolare forza vissute a chilometri e chilometri di distanza dall’ambiente in cui i diaristi sono nati e hanno vissuto; e dall’altro, quando determinati contesti storici e sociologici vengono meno, si assiste alla riscoperta di sé, alla voglia di riflettere sulla propria persona, e quella di raccontare con la scrittura autobiografica una dimensione più intima. Se nel primo caso c’è una forte attenzione verso il prossimo, nel secondo si riscopre la centralità di sentimenti e vicende private. Lo sguardo verso gli altri, messo in rilievo in varie storie, conduce anche ad un elemento di novità di questa edizione del premio: le testimonianze legate al mondo del non-profit. La missione del religioso aretino, l’intervento in Rwanda con Medici Senza Frontiere, le esperienze di volontariato in Bolivia o all’interno del carcere, raccontano in modo chiaro ed efficace la realtà di questo particolare settore.

 

Archivio Diaristico Nazionale

Pieve Santo Stefano (Arezzo), Piazza Amintore Fanfani, 14

Dal 18 al 21 settembre 2014

www.archiviodiari.org

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Commenti (1)

  • Franco Antonioli

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    Sto informandomi sulle vostre iniziative e sul regolamento del vostro premio.
    I diari già in vostro possesso sono anche RELAZIONI conclusive di azioni e DIARI scritti durante il periodo della Guerra di Liberazione ?
    tanti auguri.
    antonioli

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