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Caro Renzi, sono un’assistente di polizia penitenziaria vedova

Caro Renzi,

vorrei rispondere al collega poliziotto che le ha scritto su FirenzePost. Anzi: vorrei unire la mia lettera alla sua. Sono un’assistente di polizia penitenziaria, sposata con un collega. Abbiamo un bambino di 9 anni. Mio marito è deceduto il 30 maggio di quest’anno e ad agosto 2012 è stato congedato per malattia. Aveva un tumore, ha fatto 7 anni di malattia, ha lavorato 23 anni senza mandare un giorno di malattia, andava a lavorare con la febbre, anche dopo aver fatto radioterapia e chemioterapia.

Quando è stato congedato, abbiamo aspettato 4 mesi per poter avere la sua pensione e la liquidazione. Ma una buona parte, ma veramente una buona parte, è stata trattenuta per le tasse. Liquidato con 1400 euro al mese, ora che è morto prendo (dopo mesi di aspettativa per avere la reversibilità) 700 per me e 350 per mio figlio. Mi chiedo, se io non lavoravo, nei mesi in cui aspettavamo la pensione (e grazie anche a colleghi che ci hanno sostenuto finanziariamente) noi eravamo in mezza la strada, perchè le banche non ti vengono incontro, la luce e il gas non sentono ragioni. E noi abbiamo il vizio di mangiare, almeno per il bambino. Cosa avremmo fatto? Negli altri Paesi europei, gli stipendi dei nostri colleghi sono quasi il doppio dei nostri. E la liquidazione non è tassata.

Anche i 350 euro della reversibilità per il bambino è tassata. E perché agli extracomunitari, quando arrivano , vengono dati 48 euro al giorno senza tasse? Più alloggio, telefonino ecc. ecc? E quando noi andiamo nei comuni a chiedere aiuto per noi non ci sono aiuti? Perché comunque lavoriamo, abbiamo un mutuo che passeremo al figlio, se avrà un lavoro. Sennò arrivano gli extra comunitari, ti entrano in casa, ti sbattono fuori e nessuno può fare niente.

Forse, e mi rivolgo al presidente del consiglio, è questo che avete scelto per noi italiani? Sono molto delusa, ma pregherò per voi perché quando vedrete e capirete la condizione in cui siamo stati buttati, non avrete pace. Sono molto delusa. Grazie per averci tolto il presente. E il futuro per i nostri figli.

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