In arrivo la richiesta di rinvio a giudizio

Concordia, Schettino indagato anche per danno ambientale: verso un processo-bis

di Redazione - - Cronaca

Schettino riferisce di aver fatto l'inchino al Giglio per accontentare Palombo

L’ex comandante della Costa Concordia Francesco Schettino

GROSSETO – In un’inchiesta bis sul naufragio della Concordia all’isola del Giglio, il 13 gennaio 2012, il comandante Francesco Schettino, gli ufficiali in plancia Ciro Ambrosio e Silvia Coronica, e il timoniere Jacob Rusli Bin sono stati indagati per danno ambientale. Ai quattro la procura di Grosseto ha notificato oggi, 17 dicembre, l’avviso di conclusione indagini.

L’accusa è di «distruzione di bellezze ambientali»; a fine dicembre la richiesta di rinvio a giudizio. Per Schettino e gli altri potrebbe scattare, quindi, un processo-bis legato al naufragio.

L’inchiesta ha preso in esame i danni causati agli scogli, alle rocce, alla fauna e alla flora subacquea, nel tratto di isola dove il relitto della Concordia è rimasto adagiato per due anni e mezzo. Secondo l’avvocato Domenico Pepe, difensore di Schettino, «nel capo d’imputazione dell’inchiesta-bis per danno ambientale, la procura ripercorre le accuse a Ambrosio, Coronica e Rusli Bin proprio come emerso durante il processo a Schettino Da qui si ricava che Schettino non è l’unico responsabile ma un contesto ha determinato il naufragio».

A premessa della contestazione di danno ambientale, ha ancora riferito il difensore di Schettino, «si legge tra l’altro che Ambrosio non ha seguito la rotta tracciata da Canessa, che Coronica non ha vigilato sull’operato del timoniere e che lo stesso timoniere ha equivocato le manovre di emergenza ordinate da Schettino, tutti elementi che sono emersi proprio nel processo che sta per concludersi a Grosseto e che fanno vedere altre responsabilità del naufragio».

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