Cerreto Guidi: annullato lo spettacolo di Theodossiou. La soprano greca era sul traghetto in fiamme

Dimitra Theodossiou, la soprano greca è fra i sopravvissuti del naufragio del Norman Atlantic
Il soprano greco Dimitra Theodossiou (foto dall’account Twitter di Clinton Laguna)

FIRENZE – Il soprano greco Dimitra Theodossiou non canterà al recital di beneficenza di Cerreto Guidi del prossimo 5 gennaio, che dunque è annullato. «Ho bisogno di tornare: non ho più nulla, né abiti né soldi o carta di credito. Un paio di pantaloni me l’ha prestato un’amica, ma ho bisogno di tornare». È affranta Theodossiou: è sopravvissuta al naufragio del traghetto Norman Atlantic, domenica 28 dicembre, a bordo del quale stava raggiungendo l’Italia dalla Grecia.

Lunghe ore da incubo. Che ha raccontato in modo straziante nei giorni al quotidiano La Repubblica: «Ho visto delle scene spaventose – aveva spiegato la soprano -. C’erano degli uomini che erano stati messi in basso per permettere ai soccorsi di dare la precedenza ai bambini, agli anziani e alle donne, ma loro si sono arrampicati e picchiavano, strattonavano, ti tiravano via, si facevano largo per mettersi in salvo. Anche io sono stata picchiata…».

Dimitra Theodossiou soccorsa sulla nave in stato di ipotermia è stata poi dimessa dall’ospedale di Lecce e in un primo momento desiderava portare avanti fino in fondo il suo programma di impegni canori in Italia. Poi la decisione di tornare a casa. Sarà comunque in scena domani pomeriggio, nel giorno di Capodanno, a Rimini nell’allestimento del Nabucco; ma subito dopo la replica del 3 gennaio tornerà ad Atene, spostando alcune date di altri concerti che erano previsti. «Lo spettacolo di Cerreto Guidi – ha dichiarato – lo sposterò in occasione della mia tappa a Pisa per il Macbeth in marzo».

Il soprano, che intende dedicare il suo Nabucco «a tutte le persone che sono state lì con me sulla nave e al mio pubblico», tornerà in Italia l’8 o il 9 gennaio per riprendere la tournée a Trieste.  Il ricordo del terrore di quelle ore a bordo della Norman Atlantic non l’ha abbandonata. «I soccorritori nel momento in cui sono arrivati hanno fatto di tutto e di più – racconta il soprano -, ma sono arrivati con un ritardo immenso. Certo, a noi su quella nave ogni minuto deve essere sembrato un giorno. Ma i ritardi ci sono stati».

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