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Firenze: Antognoni e il governatore Rossi mungitori. Insieme agli allevatori Coldiretti per difendere il latte toscano

Giornata dell'allevatore a Firenze, con Giancarlo Atognoni
Giornata dell’allevatore a Firenze, con Giancarlo Antognoni

FIRENZE – Allevatori in piazza in tutta Italia, stamani 6 febbraio per rivendicare la buone ragioni del latte autentico, tracciato, sano e genuino. A Firenze piazza della Repubblica si è trasformata per una mattinata in una stalla di superlusso, con personaggi in costume di Dante Alighieri, vip come Giancarlo Antognoni, autorità come il presidente della Regione, Enrico Rossi.

Tutti lì per solidarizzare con gli allevatori di Coldiretti e Associazione Italiana Allevatori. Obiettivo della «Giornata da allevatore», far conoscere da vicino questo difficile mestiere e i suoi effetti positivi per l’intera collettività. Tanti i fiorentini e i turisti increduli di fronte alla maxi-stalla spuntata improvvisamente in piazza della Repubblica.

E alla prova di «mungitura» di mucche vere sono arrivati in tanti a sostenere la battaglia degli allevatori. I quali chiedono trasparenza e tracciabilità attraverso l’obbligo di origine nell’etichetta di latte, formaggi e derivati; un prezzo equo (a loro resta appena il 17%) visto che il latte si moltiplica di quattro volte dalla stalla alla tavola, e la garanzia che venga chiamato formaggio solo ciò che deriva dal latte e non da prodotti diversi.

Fra le rivendicazioni degli allevatori toscani anche la necessità che siano resi pubblici i dati relativi alle importazioni di latte che per il «caso Toscana» sono quasi quattro volte superiori a quelle della produzione regionale (230 mila tonnellate le importazioni, 68.300 la produzione). In pratica il 40% del latte che non ha né un nome né un cognome.

In piazza della Repubblica tantissimi i sindaci e assessori da tutti i comuni toscani; sono arrivati poi anche Enrico Rossi, governatore della Toscana, che si è cimentato in prova di mungitura; Gianni Salvadori, assessore regionale all’Agricoltura e Vincenzo Ceccarelli, assessore regionale alle Infrastrutture; i consigliere regionali Antonio Gambetta Vianna e Loris Rossetti (Presidente Commissione agricoltura) e i rappresentanti delle associazioni dei consumatori e ambientaliste.

«Migliaia di posti di lavoro sono a rischio, moltissimi li abbiamo già persi – ha spiegato Tulio Marcelli, Presidente Coldiretti Toscana – ma continuiamo a importare fiumi di latte. Rispetto al 1990 in Toscana ci sono 20mila stalle in meno. Dobbiamo ragionare sulla cause». E su Mukki, storico marchio del latte fresco fiorentino per cui sono quotidiane le voci di una possibile cessione: «Il marchio Mukki vale se ci sono gli allevatori del Mugello». Per Roberto Nocentini, Presidente Associazione Allevatori Toscana «l’anomalia è che sugli scaffali il prezzo del latte rimane costante mentre il prezzo del latte alla stalla scende e agli allevatori restano solo le briciole».

Alla maxi-stalla in piazza anche alcuni “testimonial” illustri come Giancarlo Antognoni, gloria calcistica e capitano della Fiorentina e i «miti» della storia toscana, impersonati da attori: Michelangelo, Lorenzo de’ Medici e Leonardo Da Vinci che si sono cimentati in prove di mungitura e che erano starti scelti attraverso un sondaggio online.

«Sono qui per salvaguardare il territorio. Tante produzioni italiane spariscono, e se sparisce anche il latte è un problema. Abitando in campagna qualche mucca l’ho munta. – ha raccontato Giancarlo Antognoni poco prima di entrare nella stalla – Mi sembra assurdo che agli allevatori resti così poco. È una manifestazione giusta e doverosa. Alla fine i lavoratori sono sempre quelli che ci rimettono».

«Avete fatto bene a venire in piazza e farvi sentire. E vi ringrazio per il lavoro che fate. Senza di voi la Toscana sarebbe meno bella», è stato invece il saluto del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. «Sono nato nel Padule di Bientina – ha raccontato il governatore – e sono cresciuto con il latte della Nerina, la mucca di mio zio che abitava accanto, e mi pare che mi abbia fatto proprio bene. I consumatori devono conoscere dove è stato munto il latte che bevono. È un loro diritto».

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Domenico Coviello

Giornalista

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