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Immigrazione: annunciati nuovi arrivi in Toscana. Forza Italia chiede garanzie per la sicurezza dei cittadini

 

barcone di migranti
barcone di migranti

FIRENZE – Mentre i politici a livello nazionale e internazionale discettano su come affrontare il pericolo di un’infiltrazione di attivisti della Jihad nei barconi degli immigrati e su come intervenire contro il terrorismo islamico, gli sbarchi e gli attraversamenti del Mediterraneo continuano, e non sono frenati neppure dal relativo impegno dell’Europa nell’operazione Triton. Non cessano gli sbarchi e non diminuiscono neppure le morti in mare. Per questo, responsabilmente, dum Romae consulitur (mentre a Roma si chiacchiera), in Toscana prefetture, regione, comuni e associazioni di volontari cercano di organizzarsi al meglio per far fronte ai previsti nuovi sbarchi di massa nelle coste siciliane.

La vicepresidente della Regione Toscana Stefania Saccardi afferma che la situazione dei profughi in Toscana “è oggettivamente molto difficile, perché gli arrivi sono costanti e continui. E sono arrivi di persone che con buona probabilità rimarranno sul territorio, e che non scapperanno come è successo nell’ondata precedente. Stiamo perciò provando ad attrezzarci ed utilizzare le strutture che già ci sono e per questo ci stiamo preparando a chiedere a tutti i sindaci e ai territori un gesto di responsabilità”. E ha proseguito:  “Da parte nostra faremo, insieme ai prefetti, tutti gli atti necessari affinché le strutture possano essere utilizzate anche se non sono in perfette condizione di manutenzione, purché diano le ovvie garanzie di sicurezza. Abbiamo chiesto a tutti di fare un gesto di responsabilità, sapendo che se così non sarà, corriamo il rischio che le presenze ci vengano calate dall’alto e che non vengano gestite coi territori”.

In quest’ottica Saccardi ha annunciato che la prossima settimana è stato convocato un incontro con tutti i sindaci dei Comuni capoluogo, le Società della salute, Anci, Upi e con la prefettura, “per provare a gestire secondo il modello toscano gli arrivi ingenti, cercando di mantenere quel principio per cui le presenze si cerca di diluirle sul territorio e comunque di metterle in strutture che siano gestite da cooperative o soggetti del terzo settore”. Per il vicepresidente della Regione, in Toscana “proviamo a strutturare l’accoglienza nel modo migliore possibile, senza creare impatto sociale sulle popolazioni, e cercando anche di dare opportunità agli immigrati di poter restituire con il lavoro volontario qualcosa alle comunità che li ospitano”.

Saccardi ha anche aggiunto che in Toscana “stiamo discutendo della necessità di richiedere al Governo una sorta di dichiarazione di stato di emergenza” per quanto riguarda gli arrivi di profughi e immigrati, “per poter provvedere al ricovero e all’aiuto di queste persone senza dover ricorrere a procedure estenuanti. Se ci dobbiamo mettere a fare le gare d’appalto tutte le volte, anche solo per dieci persone, con i ritmi con cui arrivano i profughi corriamo il rischio di lasciare la gente sui pullman anche noi”. La vicepresidente ha inoltre sottolineato che “le persone arrivano in condizioni devastanti rispetto a quello che accadeva poco tempo fa. Arrivano persone senza scarpe, in condizioni di povertà e di difficoltà assoluta. E’ una vera e propria emergenza umanitaria”.

A tali iniziative si oppone il consigliere regionale di Forza Italia Nicola Nascosti: ” Il rischio sicurezza anche in Toscana è alto e non possiamo più permetterci di prendere altri immigrati a prescindere dall’analisi data dal Governo. La Toscana deve promuovere in prima battuta un nuovo modello di gestione del fenomeno dell’immigrazione e garantire il controllo di chi viene ospitato nelle strutture di ricezione, qualificandone sempre di più la sicurezza ed il presidio delle forze dell’ordine”. Da Nascosti anche un appello al governatore Enrico Rossi affinché “sia almeno una volta coerente con gli interessi dei cittadini della Toscana. Come aveva detto no ai Cie, ora dica no al Governo per far arrivare nuovi immigrati. Abbia il coraggio di dire no perché la situazione è intollerabile, e ingestibile”.

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