In un'intervista al giornale tedesco Bild Zeitung

UE, il ministro greco Kammenos torna all’attacco della Germania: se la Grecia esce dall’Ue, Italia e Spagna la seguiranno

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

Panos Kammenos, ministro greco pronto a dar battaglia contro l'Ue e la Germania

Panos Kammenos, ministro greco pronto a dar battaglia contro l’Ue e la Germania

BERLINO – Nuovo attacco del ministro greco della Difesa Panos Kammenos all’Ue e alla Germania. In un’intervista al giornale tedesco Bild Zeitung, innanzitutto Kammenos ha previsto che, se la Grecia dovesse lasciare l’Eurozona, anche la Spagna e l’Italia lascerebbero il blocco della moneta unica. Ecco le sue parole:”Se la Grecia esplode, Spagna e Italia saranno le prossime, e poi a un certo punto la Germania. Perciò dobbiamo trovare una strada dentro l’eurozona, ma questa non può essere che i greci continuano a dover pagare”, ha detto il ministro, secondo un estratto in anteprima dell’intervista. Kammenos ha anche affermato che la Grecia non ha bisogno di un terzo piano di salvataggio, ma piuttosto di “un taglio come quello che anche la Germania ha ottenuto nel 1953 alla conferenza sul debito di Londra”.

Kammenos se la prende soprattutto con il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, il falco del governo della Signora Merkel: “Non capisco perché si rivolge contro la Grecia ogni giorno in nuove dichiarazioni. E’ come una guerra psicologica, e Schaeuble sta avvelenando la relazione tra i due Paesi attraverso questo”. Kammenos ha detto che il ministro tedesco delle Finanze deve tollerare il nuovo governo greco, perché è stato eletto dal popolo greco. Questa settimana Atene ha rinnovato la sua campagna per chiedere compensazioni per la brutale occupazione nazista durante la Seconda guerra mondiale, un argomento che secondo Berlino è stato risolto decenni fa.

Kammenos ha rinovato la richiesta anche nel corso dell’intervista, affermando: “L’oro che i nazisti hanno portato a Berlino da Atene valeva molto denaro. Ci aspettiamo una compensazione per questo, e anche per il prestito forzato e la distruzione di statue archeologiche”. Kammenos ha infine confermato che la Grecia potrebbe smettere di accogliere rifugiati nel caso di un’uscita greca “forzata” dall’eurozona. “Allora nessun accordo sarebbe più valido, nè trattati, nulla. Non saremmo più obbligati ad accogliere rifugiati come Paese di arrivo. Chiunque voglia mandarci via dall’eurozona dovrebbe sapere questo”.

Continuano dunque le schermaglie, soprattutto fra Grecia e Germania, e il Presidente della Conmmissione Ue, Claude Juncker, dovrà usare tutte le sue risorse diplomatiche per venire a capo di questa complicata situazione che rischia di causare non pochi danni all’Unione.

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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