Il ritorno ufficiale del «capitano per sempre» ha coinciso con la vittoria più bella

Fiorentina, Antognoni: «La vittoria sulla Juve è un capolavoro tattico di Sousa. Kalinic? Spero rimanga»

di Ernesto Giusti - - Cronaca, Sport, Top News

La fantastica coerografia dedicata ad Antognoni

FIRENE - Giancarlo Antognoni, salutato al Franchi da una magnifica coreografia, parla della vittoria contro la Juventus. E afferma: «Il merito va in particolare all'allenatore Sousa che in qualche occasione è stato 
criticato ma ieri ha fatto un capolavoro spostando Sanchez in difesa e rinforzando il centrocampo con Borja Valero, Vecino e Badejl, è lì che ha vinto la partita». E' il commento al successo dei viola 2-1 contro la 
capolista del dirigente viola Giancarlo Antognoni ospite di Radio Anch'io Sport su Rai RadioUno. In effetti è così: la scelta di tener fuori Ilicic pere far giocare, insieme, Borja Valero, Badelj e Vecino è stata
la più opportuna (caldeggiata anche da Firenze Postr nella presentazione della vigilia). Poi la trovata felice: Sanchez a fare, in pratica, il terzino destro. Inappuntabile! Con Tomovic o Salcedo in quel ruolo
la difesa avrebbe tremato molto di più.

Per quanto riguarda la corsa allo scudetto, con i bianconeri ora a +1  sulla Roma, anche se con una partita da recuperare, la bandiera della Fiorentina aggiunge: «La Juve rimane sempre la favorita ma a questo 
punto si inseriscono due squadre forti come Roma e Napoli per contrastare fino alla fine questa squadra, ieri giallorossi e azzurri certamente tifavano per la Fiorentina per riaprire il campionato. Non ho visto la solita 
Juve, sicuramente c'è stata un'ottima  Fiorentina, molto determinata, ma a centrocampo qualcosa ai bianconeri è mancato -evidenzia Antognoni-. Quattro sconfitte su 19 gare per i bianconeri senza un pareggio? Devo dire che 
è inusuale. Penso puntino sempre a vincere e quando si fa così si rischia a volte di perdere giocando in un certo modo. Quando si gioca contro la Juve quasi tutti danno il 110%».
E tornando su Sousa e sul suo futuro Antognoni chiarisce: «I timori sugli allenatori bravi c'è sempre, Paulo è un ottimo allenatore ma da professionista com'è riuscirà a far bene anche quest'anno con la Fiorentina, 
ci auguriamo che rimanga, sta lavorando bene. Se sta pagando il fatto di aver giocato con la Juventus? Non credo, la Fiorentina ha avuto allenatori come Trapattoni, una istituzione bianconera, e venne accettato benissimo 
a Firenze, anche Paulo Sousa è stato accettato in modo ottimale ed ha un ottimo rapporto con la gente». Riguardo a Kalinic, il capitano per sempre non ha dubbi: «Kalinic spero rimanga ma questi cinesi sono pericolosi. In questo momento Nikola è uno dei giocatori più importanti della Fiorentina e della Serie A».

Che cosa è mancato ad Antognoni come calciatore? Ecco le risposte: «La finale dei mondiali del 1982 e il non aver  potuto giocarmi lo scudetto nella stagione 81-82, sono queste le cose 
che un po' rimpiango ma sono di più le cose positive di quelle negative. Ai mondiali di Spagna '82 giocai 6 partite su 7, ma il rimpianto della finale, che dovetti saltare per l'infortunio in semifinale con la Polonia, mi rimane nella mente».

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Ernesto Giusti

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