I partiti maggiori marciano verso elezioni anticipate

Legge elettorale: scompaiono i capilista bloccati, l’accordo fra i 4 partiti sembra tenere

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

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ROMA – I capilista bloccati scompaiono dalla legge elettorale: è questo l’ulteriore accordo tra Pd, M5s, Fi e Lega che vedono ulteriormente rafforzata la loro intesa. Questa nuova decisione risponde ad una delle richieste della minoranza del Pd, degli orlandiani, dai quali a questo punto non c’è da temere alcun dissenso in Aula quando il testo vi approderà martedì. E l’eliminazione dei capilista bloccati era anche un emendamento di M5s, tra i quali quindi l’ala governista si vede rafforzata rispetto a quella movimentista, contraria all’accordo con Pd, Fi e Lega. Un accordo che copre l’80% dei consensi sia in Parlamento che fuori, stando ai sondaggi. Il che – secondo più di un osservatore- avvicinerebbe le elezioni anticipate, sulle quali il presidente del Senato Pietro Grasso sembra avere qualche dubbio chiedendo un patto di legislatura per varare i provvedimenti necessari.

Di buon mattino Pd, M5s, Fi e Lega si sono riuniti per stringere i bulloni all’intesa sul testo del relatore, Emanuele Fiano, accordandosi sui punti non ancora definiti, dopo l’intesa di sabato sull’emendamento del Pd Alan Ferrari che diminuisce il numero dei collegi da 303 a 225. Un emendamento che è stato finalmente votato dalla Commissione Affari costituzionali, dove i piccoli partiti hanno fatto ostruzionismo a tutto campo. L’emendamento definisce i collegi, utilizzando quelli del Senato usati con il Mattarellum tra il 1994 e il 2001. Il fatto che i collegi siano già definiti, se il governo non li ridisegnerà prima (è prevista una delega di ben 12 mesi) rende possibili elezioni in autunno. La diminuzione dei collegi risolve il problema dei cosiddetti collegi sopranumerari, cioè quelle situazioni per cui i candidati dei partiti più grandi (Pd e M5s) potrebbero non essere eletti in certe Regioni pur risultando i più votati.

Ma i partiti nella riunione mattutina si sono accordati su altri punti rilevanti, oltre a quello relativo all’eliminazione dei capilista bloccati nei listini proporzionali. In ogni circoscrizione il capolista non sarà più il primo a scattare come eletto, ma scatteranno prima i vincitori dei collegi uninominali e poi i candidati delle liste proporzionali. Ciò soddisfa gli orlandiani del Pd che infatti con Gianni Cuperlo, Andrea Giorgis e Barbara Pollastrini hanno espresso apprezzamento. A questo punto anche il passaggio in Aula, con alcuni voti a scrutinio segreto appare in discesa. Gli altri punti dell’accordo, annunciati dal capogruppo Dem Ettore Rosato, riguardano la quota di genere sia tra i candidati nei collegi che nelle liste proporzionali; una diminuzione delle firme a sostegno delle liste, come chiedono i partiti piccoli; il meccanismo per il quale se un partito supera il 5% ma non vince nessun collegio in una circoscrizione, nella lista viene eletto il suo miglior perdente e poi i candidati. Infine, via le pluricandidature: ci si potrà candidare solo in un collegio e in un listino, e non più in tre listini. Che i 4 partiti procedano senza indugi lo dimostra la richiesta di Danilo Toninelli(M5s) che, vista la lentezza delle votazioni, ha proposto una non-stop notturna per rispettare l”approdo in Aula martedì 6 giugno. Una maratona di cui non ci sarà bisogno ma che sottolinea l’aspetto politico più rilevante: per la prima volta dal 94 le regole si scrivono insieme, come sottolinea Rosato.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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