Fondata nel 1866

Torna a Firenze la storica rivista «Nuova Antologia», che passa a Polistampa

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

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Le celebrazioni per il 150 anni di «Nuova antologia» a Firenze col presidente Mattarella nel 2016

FIRENZE – «Nuova Antologia», la storica rivista fondata il 31 gennaio 1866 (proseguendo l’«Antologia» fondata da Gino Capponi e Gian Pietro Vieusseux nel 1821 e chiusa nel 1833, su pressione dell’Austria), torna oggi nella sua città d’origine, a Firenze: a partire dal numero di marzo 2017, che ha inaugurato il 152° anno di pubblicazione, il trimestrale della Fondazione Spadolini passa dalla casa editrice Mondadori/Le Monnier alla fiorentina Polistampa, che ne curerà la realizzazione.

Tra gli autori delle migliaia di articoli apparsi dal 1866 a oggi si possono annoverare i più grandi scrittori e poeti, critici letterari, giornalisti, filosofi e scienziati, protagonisti in ogni tempo del dibattito sui temi sociali, economici, politici e istituzionali, nella fedeltà al sottotitolo della testata: Lettere, scienze ed arti.

«Nuova Antologia» è stata diretta tra gli altri da Francesco Protonotari, Maggiorino Ferraris, Luigi Federzoni, Mario Ferrara e Giovanni Spadolini.

Il nuovo corso del periodico, diretto dallo storico Cosimo Ceccuti, inalterato nella veste grafica, si apre con un fascicolo denso di contributi affidati, come da tradizione, a firme di prestigio. Nel nuovo numero si trovano una ricostruzione storica della corruzione in Occidente dal Seicento a oggi firmata da Sergio Romano, una panoramica sulle voci più importanti della narrativa contemporanea ad opera di Ermanno Paccagnini, un nuovo capitolo del Diario politico, in cui Stefano Folli ripercorre gli avvenimenti principali della politica nazionale e internazionale, e l’esordio di Piera Detassis con la rubrica Dolly, dedicata al mondo del cinema.

«Nessuno spirito municipalista nella scelta – spiega il direttore Cosimo Ceccuti – ma il fermo proposito di rispondere alle attese degli abbonati con rigoroso rispetto dei tempi di uscita e una diretta partecipazione a tutte le fasi della produzione, dalla redazione alla stampa, alla distribuzione. In una sempre più ampia ricchezza di collaboratori e di contenuti».

«Sono emozionato e onorato – dichiara Antonio Pagliai di Polistampa – nel ricevere in custodia una rivista di primissimo ordine, nata come espressione della grande vivacità culturale della Firenze dell’Ottocento».

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