Indagini della procura fiorentina

Chianti Banca: perquisiti uffici e abitazioni di 15 indagati

di Redazione - - Cronaca, Economia, Top News

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Chiantibanca

SAN CASCIANO V. P. (Fi) – Falso in bilancio ed ostacolo alla vigilanza: sono questi reati per cui sono indagate una quindicina di persone tra gli ex membri del consiglio di amministrazione in carica fino al 2015 di ChiantiBanca, gli ex membri del collegio sindacale e l’ex direttore generale dello stesso istituto di credito. Questa mattina la Guarda di Finanza di Firenze ha acquisito nuova documentazione presso gli uffici della sede centrale di San Casciano Val di Pesa (Firenze) dell’istituto di credito, di cui è stato presidente per un breve periodo Lorenzo Bini Smaghi. E proprio nel periodo di presidenza di Bini Smaghi è stato presentato un esposto dell’organismo di vigilanza su presunte irregolarità risalenti alla precedente amministrazione della banca. Il cda presieduto da Bini Smaghi ha inoltrato l’esposto alla Procura di Firenze che ha aperto un fascicolo ipotizzando Falso in bilancio ed ostacolo alla vigilanza relativamente ai conti del 2015. La Gdf ha perquisito anche gli uffici e le abitazioni degli indagati, in tutto una quindicina. Le perquisizioni sono state fatte in diverse località delle province di Firenze e Siena.

Sempre stamani sono state effettuate delle acquisizioni di documenti anche a San Casciano Val di Pesa presso la sede della Direzione generale e presso la Fondazione ChiantiBanca. A tal proposito ChiantiBanca ha comunicato che, a prosecuzione dell’ordinario iter istruttorio a seguito dell’esposto presentato dal Consiglio di Amministrazione, lo scorso 10 maggio, relativo alla irregolare classificazione di un titolo di stato nel bilancio 2015, la Guardia di Finanza ha ritirato,  presso la sede di San Casciano in Val di Pesa, la documentazione che, per motivi strettamente tecnici, non era disponibile lo scorso 31 maggio. Anche il secondo incontro con la Gdf si è svolto – come il precedente – in un clima di massima trasparenza e totale collaborazione.  A tal proposito, va ribadito come la banca abbia già provveduto – fin dal bilancio 2016 – alla completa sistemazione delle irregolarità e rispetti ampiamente i requisiti regolamentari, anche a fronte degli importanti accantonamenti effettuati nel bilancio 2016 volti a garantire un presidio ancor maggiore dei crediti a tutela massima di soci e clienti.

 

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