La ricostruzione del procuratore Crini

Pisa: indagato per omicidio volontario il gioielliere che ha sparato uccidendo il bandito

di Redazione - - Cronaca, Top News

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La gioielleria dov’è avvenuta la sparatoria

PISA – Indagato per omicidio.  E’ stata formalizzata l’iscrizione nel registro degli indagati, per il reato di omicidio volontario, per Daniele Ferretti, il gioielliere di 69 anni che ieri ha sparato e ucciso un bandito, non ancora identificato ma che potrebbe essere un uomo dell’Est Europa, età sui 35-40 anni, durante un tentativo di rapina nel suo negozio a Pisa. Lo si apprende da ambienti investigativi.

Sempre da quanto appreso, l’iscrizione è collegata all’espletamento di accertamenti irripetibili e all’autopsia sul rapinatore morto, ai fini di assicurare tutte le garanzie a difesa dell’indagato.

Sulla ricostruzione di quanto accaduto in totale, come spiegato dal procuratore di Pisa Alessandro Crini, «sarebbero stati sparati otto colpi, due da parte dei banditi e sei dal gioielliere, due dei quali andati a segno, di cui uno mortale».

Intanto la Confcommercio di Pisa, associazione di categoria alla quale il gioielliere che ieri ha
ucciso un rapinatore durante un tentativo di rapina, si schiera al fianco di Daniele Ferretti lanciando l’hashtag #iostocondaniele per promuovere una manifestazione di solidarietà verso il commerciante in programma il 26 giugno e per raccogliere fondi da destinare alle sue spese legali.

«Siamo tutti con Daniele Ferretti – dice il direttore di
Confcommercio, Federico Pieragnoli – senza se e senza ma. Prima
o poi sarebbe dovuto accadere e così è stato. Imprenditori e
commercianti vivono sistematicamente sotto assedio, subissati
come bersagli immobili di spregi, furti e rapine di ogni tipo.
Rischiano ogni giorno la propria vita, difendendo come possono
il proprio lavoro, i propri familiari e collaboratori. Sono
soli, completamente abbandonati al far west che sono diventate
le nostre città, a una politica che non risolve i problemi, a un
sistema di sicurezza che non protegge e fa acqua da tutte le
parti, a una giustizia inefficace e profondamente ingiusta».

Secondo Pieragnoli, «difendersi è un diritto sacrosanto sancito
dalla Costituzione, ma se questo diritto non viene garantito,
ciascuno è costretto poi a difendersi come può e come crede: per
questo ci batteremo con tutte le nostre forze affinché questo
esempio di imprenditore non debba subire ulteriori danni e
conseguenze da questa incresciosa e tremenda vicenda».

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