Malagò, pesante affondo contro la dirigenza del calcio

Italia, disastro Mondiali 2018: Malagò, presidente Coni, se fossi Tavecchio mi dimetterei

di Paolo Padoin - - Cronaca

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MILANO – «Ho sentito Tavecchio, gli ho chiesto che intenzioni avesse – ha detto il presidente del Coni -, e mi ha detto che domani ci sarà questa riunione in Figc. Come sapete è padrone di assumersi le responsabilità, ma se fossi in lui mi dimetterei. Il problema non è solo Ventura e le sue dimissioni. Come sanno bene in Figc, mi sento di dire che l’inizio del suo progetto era legato a un’altra filiera di carattere tecnico che prevedeva un ruolo significativo di Lippi che poi non è più andato a buon fine. Probabilmente nell’impostazione del ruolo di Ventura, che poi è diventato responsabile di tutte le squadre nazionali, c’è stata una valutazione sbagliata. Purtroppo è stata una scommessa persa».

Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò che ha ringraziato Buffon per averci messo la faccia: Il suo grido di dolore non era solo per il fatto di non essere il primo giocatore della storia a disputare sei mondiali, ma sentiva il peso della sconfitta per i giovani e per tutto il Paese. Con lui ringrazio tutta quella generazione di calciatori che ci hanno dato grandi soddisfazioni.

Malagò, non posso commissariare Figc – «Oggettivamente in Figc non ci sono gli strumenti procedurali per procedere a un commissariamento”. Lo dice il presidente del Coni, Giovanni Malagò, all’indomani della debacle degli Azzurri. Un uomo di istituzioni – ha aggiunto – deve ascoltare tutti ma anche ragionare con buonsenso con quelle che sono le norme. Il presidente del Coni può commissariare una federazione solo se non funziona la giustizia sportiva, i campionati o per gravi irregolarità amministrative. Ad oggi questi tre fatti non ci sono. C’è un altro discorso non scritto che riguarda invece la sfera delle competenze e responsabilità oggettive, che sono sotto gli occhi di tutti. Non succedeva dal 1958 che l’Italia non si qualificava a un Mondiale e va detto pure che allora ci andavano 16 squadre e invece oggi c’erano più possibilità. Ma soprattutto veniamo da tutto un periodo senza grandi risultati».

Il presidente del Coni ha aggiunto che dall’Under 21 sono arrivati segnali importanti negli ultimi mesi, ma anche lì c’è stata la delusione della mancata qualificazione alle ultime due Olimpiadi. Ci sono stati investimenti, attenzione e interesse al mondo del calcio femminile, ma anche lì l’Italia manca da sempre a una grande manifestazione.

Naturalmente si fa sentire anche Matteo Renzi, nella sua era è maturata anche la sconfitta calcistica più cocente, un insuccesso ovviamente non attribuibile a lui, ma tutto fa: «La serata di ieri per alcuni aspetti purtroppo storica impone a tutto il movimento calcistico una riflessione – ha scritto il segretario Pd Matteo Renzi nella Enews -, in primis al Presidente Tavecchio e al CT Ventura. Il calcio in Italia mai come in questo momento ha la necessità di essere totalmente rifondato, a cominciare da come stiamo in tribuna nelle partite giovanili noi genitori fino ai diritti televisivi e alla promozione del calcio italiano all’estero. Non partecipare al Mondiale di Russia è una sberla enorme. Facciamo sì che aiuti tutti a cambiare radicalmente, da subito». Gli fa eco naturalmente il fido Luca Lotti, ministro dello sport nell’era del disastro: «Non me lo aspettavo, è stata una giornata molto triste dal punto di vista sportivo – ha detto il ministro dello sport, Luca Lotti, all’indomani dell’eliminazione choc dell’Italia dai Mondiali -. Il calcio va rifondato del tutto. È il momento di prendere delle scelte che forse negli anni passati non si è avuto il coraggio di prendere. Questo mondo va fatto ripartire dai settori giovanili fino alla Serie A».

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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