Tutti confidano in Mattarella per superare lo stallo

Governo: situazione di stallo, si attendono le trattative per le presidenze di Camera e Senato

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica, Top News

ROMA – Niente governo elettorale aperto a tutti e nessuna paura di tornare al voto. La coppia Salvini-Di Maio pare intenzionata a chiedere nuove elezioni, viste le difficoltà di trovare una soluzione al rebus governo. Mattarella e la Ue sono preoccupati per l’andamento del dibattito post elettorale.

A stemperare leggermente le preoccupazioni del Colle ci pensa il Pd che con Graziano Delrio apre uno spiraglio lasciando intendere che piano piano i Dem – se chiamati da un Sergio Mattarella sfiancato dallo stallo – potrebbero mostrare responsabilità e valutare un appoggio a un Governo di scopo, cioè un esecutivo che scriva la Finanziaria d’autunno e provi a mettere mano al Rosatellum.

Salvini ha avuto il via libera da Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni per trattare sulla nomina dei presidenti di Camera e Senato, ma intanto a Strasburgo ha enunciato il suo programma: mai con il Pd, subito la flat tax sforando il tetto del 3 per cento, lotta dura agli immigrati. E ha pubblicato un selfie con il leader dell’Ukip, il partito per l’Indipendenza del Regno Unito: “Cambia l’Italia, cambia l’Europa! Vi saluta Nigel Farage”, è il testo.

Da Roma Luigi Di Maio tenta invece di rassicurare quell’Europa che Salvini prende di petto. Ma non ci riesce proprio del tutto, visto che anche lui fa capire che pure per i Cinque stelle il superamento del tetto del 3 per cento del Patto di stabilità (il deficit pubblico non deve superare il 3% del Pil) non è un tabù. Di Maio apre a tutte le forze politiche, ma ripete che non c’è nessuna possibilità di un Governo con una squadra diversa da quella costruita dal M5s in campagna elettorale. Però ancora non ha trovato nessun sostegno a un esecutivo tutto targato Cinque stelle.

Mattarella tace e osserva, prudentemente non vuole entrare nel dibattito in questa fase delicata, ma resta fermo nel ricordare che quando si entrerà nel vivo delle consultazioni chi vuole governare dovrà dimostrare di avere il 51 per cento dei voti parlamentari.

In realtà ci sono state dichiarazioni d’intenti, proclami di vittoria (o di sconfitta), ma non c’è stato finora un vero e proprio dialogo politico, non ci sono neppure abbozzi di trattative, solo offerte da parte del M5S, non recepite da nessuno.

Molti, soprattutto di sponda Pd, evocano la saggezza di Mattarella per costruire una via d’uscita. In Vaticano si spingono oltre, a conferma delle difficoltà in atto: “assicureremo la preghiera a Mattarella che trovi le soluzioni giuste”, ha detto il sostituto della Segreteria di Stato vaticana, monsignor Angelo Becciu. Attendiamo le prossime mosse, le trattative per le presidenze di Camera e Senato ci faranno capire meglio le rispettive posizioni. La partita fra le squadre, ancora ai bordi del campo, è lunga e aperta, ma sarà decisiva soprattutto la discesa in campo dell’arbitro.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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