Lunedì 26 Marzo alle 21.15

Firenze: al via «O flos colende» in duomo con Federico Maria Sardelli e i Modo Antiquo

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

I Modo Antiquo

FIRENZE – Dopo le meditazioni quaresimali del cardinale Giuseppe Betori dedicate al tema dei Salmi in musica, la rassegna «O flos colende» entra nel pieno della sua programmazione col concerto di Lunedì 26 Marzo nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore.

Conclusione ideale di un percorso spirituale e musicale dove spicca la proposta – una prima esecuzione in Toscana e seconda ad oggi in tutto il mondo – del salmo «Laetatus sum», di recente attribuito ad Antonio Vivaldi dal noto studioso Michael Talbot sulla base di considerazioni stilistiche e prove paleografiche.

Di Vivaldi il programma proporrà anche il sontuoso Concerto per archi RV 157 e la Sonata a tre RV 820, pagina che Federico Maria Sardelli, celebre direttore musicologo, compositore, flautista, vignettista, ritiene essere la più antica composizione vivaldiana pervenutaci. Ed è proprio Sardelli, da sempre apostolo infaticabile del “Prete Rosso” («L’affare Vivaldi» è il titolo del suo esordio da romanziere), a presentare nel programma di «O flos colende» un viaggio nel più suggestivo barocco musicale, assieme al suo ensemble Modo Antiquo, al gruppo corale Vox Poetica Ensemble, e alle voci soliste del soprano Jennifer Schittino e del contralto Aurora Faggioli, entrambe apprezzate interpreti in questo repertorio.

Ad aprire la serata sarà la Cantata BWV 1083 di Bach, che traduce in tedesco il testo del «Miserere» (il Salmo 50) e rielabora il celebre «Stabat Mater di Pergolesi», capolavoro della musica sacra di ogni tempo. A completare il programma sono poi i drammatici responsori «Tenebrae factae sunt» e «Caligaverunt oculi mei» di Giovanni Maria Casini (nella trascrizione di Gabriele Giacomelli, direttore artistico di “O flos colende”), fra i più importanti organisti nella storia del Duomo fiorentino.

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