Le smentite non attenuano le polemiche

Accordo Israele Onu per i migranti: Netanyahu lo annulla, dopo le proteste da più parti

di Paolo Padoin - - Cronaca

ROMA – Dopo lo sconcerto iniziale, causato dalle parole del premier israeliano Benyamin Netanyahu che preannunciava l’invio in Italia di profughi respinti dal suo paese, anche l’Alto commissariato per i Rifugiati dell’Onu, coinvolto nella questione (lo stesso Ente in cui ha operato per anni Laura Boldrini) garantisce che «lavorerà» presso alcuni governi occidentali per ottenerne la disponibilità ad accogliere una quota di quelle migliaia tra eritrei e sudanesi che da almeno 10 anni si sono stabiliti illegalmente in terra israeliana e che ora il governo vuole cacciare. Problema ben noto anche in Italia, peraltro, alle prese con numeri enormemente più grossi.  Ma la credibilità (quasi a zero) dell’organismo internazionale è tale che tutti all’inizio hanno reagito opponendosi al presunto accordo.

In seguito alle proteste Benjamin Netanyahu ha però annullato la realizzazione dell’intesa con l’Alto commissariato dell’Onu per il ricollocamento in Paesi occidentali di migliaia di migranti africani che sono in Israele. In nottata il premier ha scritto su Facebook di essere sensibile alle reazioni critiche mosse dagli abitanti dei rioni poveri di Tel Aviv dove i migranti sono concentrati.

Al limite si ipotizza (da parte dell’Unhcr) qualche ricongiungimento familiare con cittadini eritrei già presenti in Italia.  «Solamente previo accordo con il governo italiano potrebbero arrivare in Italia alcuni rifugiati provenienti da Israele solo a titolo di ricongiungimento familiare con parenti che già vivono qui, si tratta in sostanza di pochissimi e specifici casi»: così Carlotta Sami, portavoce dell’Unhcr per i rifugiati nei paesi del sud Europa, successora di Laura Boldrini, aveva spiegato in quale misura l’Italia avrebbe potuto essere ‘toccata’ dall’accordo firmato tra il leader israeliano Benjamin Netanyahu e l’alto commissariato dell’Onu. Confermando con ciò che accordi esistevano, alle spalle dell’Europa, e che è fatta marcia indietro dopo le veementi proteste italiane. resta il fatto grave di accordi negoziati e sottoscritti da questo specie di Ente inutile alle nostra spalle, tanto il Governo e il Vaticano saranno d’accordo, avrà pensato la Sami.

Certo non depone bene la facilità con cui l’Alto commissariato per i Rifugiati aveva dato per fatto un altro accordo simile che ci tocca da vicino: nell’autunno scorso annunciarono al premier Al-Sarraj che l’Europa avrebbe accolto migliaia di migranti vulnerabili, meritevoli di asilo politico, che stazionano in Libia. Molti dei quali sarebbero poi arrivati in Italia.

Veementi le reazioni della politica, soprattutto di parte centrodestra. Dalle fila di Forza Italia si fa sentire Maurizio Gasparri: «Bisogna opporsi e anzi chiedere che altri semmai prendano profughi approdati in Italia. Il Parlamento dica no subito». E il leghista Roberto Calderoli, vice presidente del Senato: «Non se ne parla neppure. Chi è ancora al governo, seppur come dimissionario, non ha ancora realizzato che ci sono state le elezioni e che quelli che hanno fatto arrivare i 600 mila clandestini sono stati sconfitti e mandati a casa dai cittadini? Appena si insedierà il nuovo governo li rimanderemo a casa loro, quei clandestini, altro che accogliere quelli espulsi da Israele».

Si preannuncia una lotta interna al paese, con due schieramenti contrapposti. Da un lato chi vuole una stretta all’ingresso e all’accoglienza di migranti, che all’80% non hanno diritto di asilo, dall’altra le sinistre, la Chiesa e le associazioni collegate che spingono per mantenere il business in atto da ormai cinque anni. Con l’Europa che sta a a guardare e gli altri paesi (in primis la Francia) che ci rimandano indietro i clandestini sgraditi.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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