Firenze: Informazione e religioni, equilibrio e responsabilità nella comunicazione. Seminario dell’Ast

FIRENZE – Equilibrio e responsabilità nella comunicazione dei temi e delle notizie che riguardano le religioni: questo, in sintesi, il messaggio, condiviso, emerso oggi a Firenze al seminario «Informazione e religioni per una coesistenza pacifica», organizzato dall’Associazione Stampa  Toscana  nel complesso della Basilica di San Lorenzo. Il seminario è stato moderato dal presidente dell’Ast, Sandro Bennucci. Ai lavori ha portato il suo saluto il presidente dell’Opera Medicea Laurenziana Paolo Padoin nei cui locali, nella sala Borsi, si sono svolti i lavori.

Di certo mai la comunicazione può essere semplificata, ancor meno questo può avvenire nell’informazione religiosa, come ha spiegato monsignor Andrea Bellandi, vicario generale della diocesi di Firenze, che nel suo intervento ha citato più volte anche Papa Francesco e il messaggio per la prossima giornata delle Comunicazioni. Qui Francesco parla di “info-etica della comunicazione, qualcosa che richiama alla bioetica. E questo perché nel reale di tutti i giorni – ha detto – non c’è solo il bianco o il nero, ci sono anche sfumature che vanno rappresentate e comunicare vuol dire agire anche per non dividere”.

“La funzione delle religioni oggi ci porta a lavorare prioritariamente sul dialogo, prendendo ovviamente atto che è un cammino difficile, laborioso, faticoso – ha detto l”imam di Firenze e presidente Ucoii, Izzedin Elzir -. Sta a noi per primi essere responsabili ma è una raccomandazione che rivolgiamo anche ai giornalisti, visto che la nostra Costituzione garantisce libertà di espressione, ma nel quadro della responsabilità di tutti”, ha concluso l’imam raccomandando
attenzione anche all’uso della terminologia.

Certo a Firenze, come ha ricordato il rabbino capo Amedeo Spagnoletto, più che altrove si vive “l’importanza del dialogo interreligioso. E lo dico io che sono l’ultimo arrivato e l’ho trovato. Ma di certo, e lo abbiamo già dimostrato, se qualcuno offende uno di noi troverà gli altri due pronti a difenderlo, a fare i suoi paladini”. Ed è stato il rabbino a sottolineare, citando le scritture, l’importanza per i giornalisti di “testimoniare senza aggiunte”.

 

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