I taxi del mare continuano la loro spola

Migranti: altri 500 salvati e scaricati in Italia dalle navi delle Ong. Che non prendono mai la rotta verso la più vicina Malta

di Paolo Padoin - - Cronaca

ROMA – Le temperature quasi estive e il mare calmo stanno favorendo in questi giorni ondate di migranti in
fuga verso le coste italiane. Tra ieri e oggi sono più di 500 quelli salvati dalle Organizzazioni non governative al largo
della Libia in diverse operazioni. In molti, come racconta la ong Sea watch, presente nel Mediterraneo con una nave, non appena vedono avvicinarsi la guardia costiera libica, si sono buttati in acqua senza salvagente pronti a morire al grido di ”no Libia”. Solo dopo aver ricevuto il benestare dei libici, Sea watch ha potuto procedere a salvare i 90 migranti, tra cui anche donne, bambini e una neonata di pochi giorni.
Chi si è salvato racconta della voglia di scappare dai centri di detenzione libici, della paura di essere intercettati dalla
Guardia Costiera e di ritornare nell’inferno, infine della  salvezza. L’ong Sos Mediterranee riportato i loro racconti:
«Sono stato in Libia per undici mesi. La prima volta ho pagato e sono andato in mare, ma mi hanno ripreso – spiega un ragazzo eritreo di 22 anni ormai in salvo – Mi hanno chiesto soldi ma non ho avuto nulla dai miei genitori. Non abbiamo soldi perché nel nostro Paese le cose non vanno bene. La notte scorsa stavo dormendo, sono venuti e hanno detto ‘fuori, fuori, alla nave piccola’ e abbiamo preso la strada per il mare».
Gli fa eco un nigeriano salvato il 18 aprile scorso, ancora commosso per avercela fatta: Prima quando abbiamo visto la nave di salvataggio della Ong, tutti abbiamo pensato che fossero i libici. Eravamo tutti molto spaventati perché sappiamo cosa succede dopo. Quando ho capito che stavano venendo a salvarci, mi sono detto: dopo tutti questi anni tutte queste sofferenze, non sto tornando alle stesse sofferenze». In un’altra circostanza, racconta, «la Guardia costiera libica ci ha inseguiti, alcuni hanno cercato di saltare fuori dalla loro imbarcazione per fuggire. Alcuni sono annegati». Storie certo commoventi, ma resta il fatto che le deleterie navi ong ci portano i pretesi profughi a domicilio invece di dirigersi a Malta, che sarebbe spesso l’approdo più vicino.
Intanto proseguono gli sbarchi di algerini sulle coste del sud Sardegna. Tra ieri e oggi sono arrivati altri 15 migranti
dal Nord Africa. Infine una motovedetta della Guardia costiera ha soccorso 17 tunisini a dieci miglia dalla costa di Sciacca (Ag), che erano a bordo di una barca in avaria.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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