Ma loro non muovono un dito

Migranti: organizzazioni internazionali, diminuiscono arrivi e aumentano morti

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

PARIGI – Le ineffabili organizzazioni internazionali, per combattere quello che loro definiscono, sulla scia delle sinistre europee, l’ondata populista che vorrebbe limitare le migrazioni, inondano adesso il mondo con dati da una parte rassicuranti (le migrazioni diminuiscono), dall’altro lacrimevoli (aumentano i morti). Ma non convincono l’opinione pubblica, anzi.

Per prima spara i suoi numero l’Ocse: «Per la prima volta dal 2011, i flussi migratori verso i Paesi dell’Ocse sono in leggera diminuzione, con l’ingresso di circa 5 milioni di migranti permanenti nel 2017 (contro 5,6 milioni ne 2016)». Sono i dati del rapporto annuale sulle migrazioni pubblicato in occasione della Giornata Mondiale dei Rifugiati dall’Organizzazione parigina, che invita gli Stati membri a basarsi sui suoi numeri, perché descrivono la realtà». E naturalmente pone nel mirino l’Italia, governata da biechi populisti secondo la vulgata della sinistra, dove il calo – sottolinea il rapporto – è stato ancora più marcato: nel 2017, 119.000 migranti sono arrivati in Italia per via marittima, il 34% in meno rispetto al 2016 e il 22% in meno rispetto al 2015. «Questo calo – prosegue l’Ocse – segue gli accordi Italia-Libia firmati a inizio 2017 che limitano i flussi migratori di provenienza dall’Africa. Intanto un numero crescente di italiani ha lasciato il proprio Paese». Sono aumentati nel di oltre l’11 quelli che hanno dichiarato di aver trasferito la residenza all’estero, ma si stima che in realtà possano essere ancora di più. L’Ocse non commenta, ma in realtà si tratta di un dato estremamente negativo, merito quasi esclusivo delle politiche del Governo Renzi.

All’Ocse si aggiunge un’altra organizzazione internazionale, la cui utilità è sconosciuta ai più, l’Oim, organizzazione internazionale delle migrazioni. La quale ci ha informato che sono oltre 3.000 i migranti morti nel Mar Mediterraneo nel 2017 e almeno 660 i migranti che hanno perso la vita quest’anno cercando di attraversare il Mare Nostrum. Oltre ad informarci per spingere all’accoglienza e alla pietà, queste organizzazioni internazionali dovrebbero sforzarsi, insieme alla ue, per promuovere una politica di sviluppo dei Paesi dai quali i migranti provengono, in modo da impedire l’esodo e conseguentemente anche le morti in mare.

 

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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