Conte blocca ogni iniziativa non concordata

Vertice Ue: Italia intenzionata a porre il veto sulla questione migranti, ma resta uno spiraglio

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

BRUXELLES – Nulla è concordato, fino a quando tutto è concordato. Il premier Giuseppe Conte prende in ostaggio le conclusioni del vertice europeo e minaccia il veto: o troviamo un accordo sulla responsabilità condivisa sugli sbarchi dei migranti, ed i 500 milioni di euro per il Fondo fiduciario per l’Africa, o l’Italia mantiene la riserva sull’intero documento. La mossa del premier fa saltare la conferenza stampa dei presidenti del Consiglio Donald Tusk, e della Commissione Jean-Claude Juncker, che a fine giornata avrebbero dovuto annunciare i primi risultati della riunione.

L’Italia mostra così i muscoli in una partita in cui la cancelliera Angela Merkel può essere un avversario o diventare l’alleato. La fiche di scambio è la collaborazione sui movimenti secondari, che dai Paesi di primo ingresso risalgono verso il nord Europa. Una delle poste in gioco: la partecipazione a Schengen. Senza unità su solidarietà e responsabilità, il piano B della cancelliera è andare avanti con una coalizione di volonterosi. Chi non ci sta, sarà fuori dallo spazio Schengen.

Fonti di Palazzo chigi precisano che «Conte difficilmente potrà accettare conclusioni che non affermino il principio che chi arriva in un paese transfrontaliero dell’Ue arriva in Europa, che non ribadiscano la necessità di azioni e responsabilità congiunte degli Stati membri riguardo agli sbarchi di migranti per effetto di operazioni di salvataggio, che non prevedano un cospicuo rifinanziamento del Fondo per l’Africa e che non contemplino la necessità espressa di riformare il regolamento di Dublino, nonché una rapida attuazione entro l’anno di questi principi.»

Dopo accese discussioni però Conte e Macron si sono accordati per stendere un documento congiunto. I due hanno concordato conclusioni direttamente ispirate agli obiettivi contenuti nella proposta italiana (European Multilevel Strategy for Migration) e ora si sta cercando di coinvolgere altri Paesi sulla questione dei migranti. È quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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