Migranti: arrivano in Italia grazie agli accordi per le operazioni Ue Triton e Sofia

Nella riunione dei ministri dell’interno dell’Ue a Innsbruck si discuterà d’immigrazione, per la cui gestione, soprattutto in tema di sbarchi e di arrivi dall’Africa, hanno un ruolo centrale le navi delle operazioni europee nel Mediterraneo, ultima l’Operazione Sophia. Secondo quanto si apprende da fonti europee, il mandato strategico dell’operazione scadrà a fine dicembre 2018, e già nelle prossime settimane sarà lanciata la discussione per la revisione. E’ in questa fase che l’Italia può chiedere un cambiamento. La competenza, viene fatto osservare, è dei ministri degli Esteri e della Difesa. Alla nuova proposta per il mandato strategico dell’operazione  Sophia lavoreranno il Comitato politico e di sicurezza (Cps) e il Gruppo politico-militare (Pmg), e dovrà essere approvata dai  ministri dal Consiglio Esteri Ue all’unanimità. Per tentare di rimediare ai disastri degli ultimi governi, Renzi e Gentiloni.

Sono 44.900 i migranti soccorsi nel Mediterraneo dalle navi europee dal 22 giugno 2015,
data di inizio della missione Sophia, guidata dall’ammiraglio Enrico Credendino, ad oggi. Si tratta complessivamente di circa il 10% del totale dei salvataggi registrati negli ultimi 3 anni. Quest’anno si sono ridotte drasticamente le partenze dalle coste nordafricane rispetto al 2017 e dunque si è registrato anche un calo degli interventi di soccorso dei mezzi di Eunavformed: intorno ai mille le persone recuperate.

Sono 26 i Paesi che contribuiscono alla missione europea, – chiamata così dal nome dato ad una bimba nata il 24 agosto del 2005 da una madre somala a bordo di una fregata tedesca che pattugliava nell’ambito dell’operazione – la cui mission è quella di contribuire a distruggere il business dei trafficanti di uomini nel Mediterraneo. Tra i compiti c’è anche quello di prevenire le morti in mare, far rispettare l’embargo nei confronti della Libia ed addestrare la Marina e la Guardia costiera libiche.

Ma la Bonino, nel 2016 ha spiegato che la missione è stata l’occasione per Renzi di fare un baratto, flessibilità da parte dell’ue per gli 80 euro, in cambio della disponibilità a ricevere tutti i migranti raccolti dalle navi della missione europea. «Il fatto che nel 2014/2016 abbiamo chiesto che il coordinatore fosse a Roma alla guardia costiera – ha detto la Bonino – e che gli sbarchi avvenissero tutti quanti in Italia lo abbiamo chiesto noi». Proprio così: l’arrivo fuori controllo di migranti nei porti italiani porta la firma di Renzi e del suo governo. In sintesi: 31 ottobre 2014, fine dell’operazione Mare nostrum a guida italiana; richiesta di aiuto all’Ue e avvio della nuova operazione Triton, con la quale le navi di 15 paesi Ue a partire da novembre 2014 pattugliano il Mediterraneo trasportando (con l’aiuto delle Ong) i migranti illegali nei nostri porti.

«Anche attraverso l’operazione Triton, ha rincarato la dose la Bonino, per la prima volta si è contravvenuto a quel principio del diritto internazionale vigente dal 1865 per il quale qualunque persona che salga su una nave battente bandiera di un paese straniero è sotto la responsabilità di quel paese. Triton lo dobbiamo a Renzi e Alfano, che hanno avviato queste persone verso i porti italiani».

A partire dalla gestione Minniti gli arrivi si sono diradati, ma occorre fare carta straccia di questi accordi suicidi e instaurare un vero progetto che reditribuisca equamente solo coloro che hanno diritto alla protezione umanitaria. gli altri aiutiamoli a casa loro, come ha riconosciuto alla fine lo stesso rottamatore.

 

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