Un pdl presentato da Molinari

Pensioni: taglio a quelle d’oro e ai vitalizi. La Lega presenta in senato un’autonoma proposta di legge

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Fisco, Pensioni, Politica, Top News

ROMA – Il Governo accelera sui tagli a vitalizi e pensioni d’oro, ma stavolta non è solo il M5S a pigiare per la presentazioni di provvedimenti ad hoc, ma si unisce anche la Lega, che finora sembrava tiepida sull’argomento.

Al vertice e al Consiglio dei ministri in programma per la serata di ieri c’era per la Lega il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, e non Matteo Salvini. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha suggerito come ha fatto in queste settimane cautela e prudenza.

Uno dei passaggi per intervenire sulle regole previdenziali ed innalzare – si vedrà di quanto e per quanti pensionati – l’assegno minimo, oggi intorno ai 450 euro lordi, è il taglio delle cosiddette «pensioni d’oro». Il piano è quello di imporre a una platea di circa 100mila persone – che godono di un reddito previdenziale complessivo superiore ai 4000 euro mensili netti – il ricalcolo contributivo. La norma verrà inserita in un collegato che marcerà parallelamente alla legge di Bilancio.

Sembrava una materia cara solo ai Cinque Stelle, ma intanto ieri la Lega ha presentato al Senato una proposta di legge che, dice il presidente dei deputati della Lega Riccardo Molinari, «prevede il ricalcolo sul retributivo delle pensioni e dei vitalizi per la parte eccedente gli 80mila euro l’anno lordi». I pensionati e gli ex deputati colpiti duramente e ingiustamente preparano battaglia serrata. Non accettano, giustamente, il fatto che vengano tolte cifre a chi ha pagato tasse e contributi pesanti per oltre 40 anni di duro lavoro per privilegiare e stipendiare gente che non ha mai lavorato, e probabilmente non ha mai cercato di trovare occupazione, ha forse effettuato lavoro in nero, senza pagare tasse e contributi, e adesso ambirebbe campare alle spalle di chi ha sgobbato duro. E questa sarebbe l’equità predicata dai vari Di Maio e Boeri, ai quali adesso si aggiunge anche la lega. ma stia attenta soprattutto quest’ultima, fra i suoi elettori anche recenti ci sono impiegati statali e delle forze dell’ordine che, dopo aver dato fiducia a Salvini e c soprattutto per le battaglie per la sicurezza, faranno presto a cambiare opinione.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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Commenti (1)

  • a g

    |

    Concordo pienamente con quanto scritto nelle ultime 10 righe.
    Rispecchia la mia situazione. Potuto andare in pensione con 43 anni di contributi perche cambiavano le regole anno dopo anno.
    Ed il famoso retributivo di cui tanto parlano iniziato con l’80% dell’iultimo stipendio preso, è passato attraverso una serie di decurtazioni quali media stipendio ulrtmi 5 e 10 anni e decurtazione della percentuale iniziale del 2% per anno di contribuzione che è divenuta 0,9% sopra i 75000 euro/anno.. Per cui nel mio caso sono andato in pensione con il calcolo retributivo con il 60% della media degli ultimi 5 anni del mio stipendio. E’ dura accettare simili decisioni a danno di chi ha lavorato 43 anni pagando tasse e contributi.

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