Mattarella: «La libertà di stampa non può essere insidiata». Chi governa prenda nota

di Sandro Bennucci - - Cronaca, Cultura, Economia, il Blog di Sandro Bennucci, Lente d'Ingrandimento, Politica

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

Finalmente è arrivato un segnale autorevole, quello del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: la libertà di stampa non si tocca. E nemmeno si devono intimorire gli editori minacciando tagli e cancellazioni d’inserzioni pubblicitarie. E ovviamente vanno lasciati in pace i giornalisti: annunciare l’abolizione dell’Ordine è naturalmente fuori luogo. Messaggio breve ma chiarissimo, quello del Capo dello Stato. Che serve in un momento in cui si stava rischiando una deriva senza precedenti. Fino a far sentire odor di regime. Probabilmente perchè il governo gialloverde, e soprattutto il capo grillino, Luigi Di Maio, non hanno ben chiaro che la stampa dev’essere libera di criticare. E’ sempre successo: nella Prima Repubblica, poi nella Seconda. E’ capitato a Berlusconi, Prodi, D’Alema di subire critiche e attacchi. Ed è capitato a Renzi. Nessuno, a parte il Rottamatore in qualche circostanza, si era permesso di scagliarsi contro i giornali. E negli Stati Uniti? Nelle settimane scorse tutti i quotidiani – dal New York Times e dal Washington Post fino ai piccoli ma autorevoli giornali dei vari stati dell’Unione – hanno bacchettato con forza Trump: non si permetta di fare la voce grossa con chi rivendica il diritto di critica garantito dalla Costituzione. Anche in Italia è così: andate a rileggere l’articolo 21.

MATTARELLA – Così, non a caso, dopo giornate punteggiate da attacchi ai giornali da parte di Di Maio e del sottosegretario all’informazione (proprio lui!), Crimi, il Capo dello Stato,  in un passaggio del messaggio inviato all’amministratore delegato della Società Editrice Sud Spa, Pasquale Morgante, ha scritto: «L’incondizionata libertà di stampa costituisce elemento portante e fondamentale della democrazia e non può essere oggetto di insidie volte a fiaccarne la piena autonomia e a ridurre il ruolo del giornalismo». Ecco, si tratta di poche righe, ma pesanti come il piombo con il quale, quando cominciai a fare il giornalista, si componevano le pagine. Nella veste di direttore di Firenze Post e di presidente dell’Associazione Stampa Toscana, ma più semplicemente da comune cittadino, ringrazio il presidente Mattarella per aver chiarito, con un passaggio nitido e comprensibile anche da chi non ha grande esperienza di governo, che la libertà di stampa non può essere messa in discussione e che i giornali non possono essere posti sotto pressioni o, addirittura minacce, più o meno larvate.  La libertà di stampa è la base della democrazia. Se si vuol condizionare la stampa si scade nella censura. Durante il ventennio fascista, ai giornali arrivava la velina del Minculpop, ossia il ministero per la cultura popolare. Un altro tempo, appunto.

RIFFESER – Il presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, guida di Poligrafici Editoriale (La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno), plaude alle parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla libera stampa come elemento fondante della democrazia e ricorda che, come è stato autorevolmente detto, la libertà di ciascuno di noi dipende dalla libertà di stampa. «La stampa – ha dichiarato il Presidente della Fieg – può essere credibile e affidabile solo se, come sottolineato dal Presidente della Repubblica, essa è sgombra da qualsiasi condizionamento di poteri pubblici e privati e a condizione che sia preservata l’indipendenza e la piena autonomia del ruolo del giornalista. L’impegno e lo sforzo della Gazzetta del Sud e del Giornale di Sicilia, in un contesto di particolare difficoltà, sono la dimostrazione della vitalità del settore editoriale. La
Fieg si associa agli auguri di ogni successo espressi dal Presidente Mattarella. Oggi – ha concluso Riffeser – l’evoluzione dell’informazione, della sua diffusione con diversi mezzi e la necessità di adeguamento delle organizzazioni aziendali richiedono un confronto serio, costruttivo e la massima condivisione con le istituzioni, il Parlamento e tutte le forze politiche. La Fieg conferma la propria disponibilità ed il proprio impegno ad un lavoro comune per la scrittura delle regole del settore e per la tutela degli oltre 60.000 addetti della filiera dell’informazione»

FNSI – «La libertà di informazione è architrave della Costituzione, essenziale per la democrazia, e bisogna contrastare qualsiasi tentativo di fiaccarne l’autonomia». Lo affermano, in una nota, Raffaele Lorusso e
Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi. «La Federazione nazionale della Stampa italiana – proseguono – non può che ringraziare il Presidente Sergio Matterella, che ha sentito il giustificato bisogno di riaffermare valori che non sono affatto scontati, né in Europa, dalla Polonia all’Ungheria, né in Italia. Le minacce di colpire le leggi sull’editoria, gli annunci di scioglimento dell’Ordine dei giornalisti, le ripetute perquisizioni contro i cronisti che indagano su malaffare e corruzione, la nuova occupazione del servizio pubblico, sono altrettanti segnali di una rinnovata campagna contro la libertà di informazione e contro i cronisti, di volta in volta, sgraditi alle oligarchie di turno. Le parole del Presidente della Repubblica sono un ulteriore sprone a difendere i valori racchiusi nell’articolo 21 della Costituzione da bavagli e
censure di ogni natura e colore».

ORDINE DEI GIORNALISTI – «Grazie Presidente Mattarella! E’ talmente chiaro e forte il messaggio che parte dal Quirinale che l’unico commento da parte di chi è impegnato quotidianamente nella difficile di questi tempi difesa della libertà di stampa e dell’autonomia dei giornalisti non può che essere nell’esternazione di un sentimento di gratitudine. Ci serve anche come il più autorevole degli incoraggiamenti per andare avanti nel nostro lavoro in un delicato momento di transizione del giornalismo non solo italiano». Così il presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Verna, commenta le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in difesa della libertà di stampa. Tutto qui? Manca un commento da parte del governo e soprattutto di coloro che, in questo periodo hanno messo in discussione, con frasi molto spicce, la libertà dei giornali e dei giornalisti di potersi esprimere liberamente. Se vorranno commentare le parole del presidente della Repubblica, Firenze Post registrerà puntualmente ogni loro espressione. Come sempre.

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Sandro Bennucci

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