I guasti della ministra montiana

Legge Fornero: ottava salvaguardia, respinte oltre 20.000 istanze, accolte solo 14.780

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

Il Ministro Fornero in lacrime annuncia sacrifici per i pensionati

ROMA – Mentre si discute animatamente in seno al governo e alle forze politiche e sindacali sull’ennesima riforma delle pensioni, sono ancora presenti, dopo molti anni, i guasti della ministra Fornero, che continua bellamente a blaterare nei talk show invece di starsene rintanata a casa.

La questione dei lavoratori esodati sorta in seguito alla Riforma delle Pensioni dell’ex ministro del Lavoro, Elsa Fornero (Governo Monti), non è ancora del tutto chiusa  e ancora sono in fase di valutazione le domande di accesso all’ottava salvaguardia che ora, a due anni dalla sua approvazione, viaggia verso la chiusura. Un’ottava salvaguardia che metteva a disposizione 30.700 posti, ma che poi ha visto accolte solo 14.780 domande, con oltre 20mila istanze respinte per mancanza dei requisiti e, al 3 settembre 2018 solo 335 domande ancora da valutare.

Se da una parte oltre una domanda su due è stata rifiutata, a settembre risultavano 10.070 pensioni già in pagamento, la maggior parte delle quali riguardanti lavoratori del settore privato, per un costo complessivo che ad agosto 2018 superava di poco gli 83 milioni di euro. A rendere noti i numeri dell’ottava salvaguardia è stato l’INPS, con l’aggiornamento del report sulla situazione degli esodati.

Ad oggi sono dunque ancora troppo numerosi i lavoratori esclusi dalla salvaguardia, seppur rientranti nella folta schiera dei penalizzati dalla Riforma Pensioni Fornero, avendo siglato accordi per l’esodo prima del 31 dicembre 2011 con l’idea che avrebbero avuto accesso entro pochi anni alla pensione, secondo le regole previgenti.

In gran parte si tratta di donne del settore privato e di lavoratori che non hanno potuto accedere neanche all’APe Social o alla quota 41, non avendo i requisiti necessari.  Lavoratori per i quali i sindacati chiedono una nuova salvaguardia, anche a fronte dell’ampio sottoutilizzo delle risorse stanziate per la precedente salvaguardia pensionistica.

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