La severa nota del Presidente dell'Anticorruzione

Concessioni pubbliche: nel mirino dell’Anac anche servizi del gas e aeroporti

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

ROMA – Anac chiede al Governo maggiore vigilanza e rigore nelle concessioni di servizi pubblici importanti. e annota: ci sono «fenomeni particolarmente gravi di inosservanza o di applicazione distorta della normativa di settore».

Dopo il tragico crollo del Ponte Morandi di Genova, è un report pesante dell’Anac a riaccendere i riflettori sull’intero settore delle concessioni pubbliche, dal gas agli aeroporti fino alle autostrade. II presidente Raffaele Cantone ha appena inviato il dossier a governo e Parlamento nella speranza che agiscano in fretta di fronte a «una serie di fenomeni potenzialmente sintomatici di singolari criticità e anomalie», che assumono «nuovo valore», dice lo stesso presidente, dopo quanto accaduto a Genova.

Tre le sollecitazioni arrivate dunque dall’Anac: la necessità di fare nuove gare sul gas, ma anche di controllare di più tutti i concessionari ed, eventualmente, «rivisitare le concessioni in essere».

Sono 3.728 le concessioni scadute, oltre il 72% del totale, soltanto nel settore del gas, con tanto di «dumping, rovesciamento delle norme sulla concorrenza», e «monopolio di fatto» in mano a pochi big del comparto capaci di «incidere» sulle tariffe, senza nemmeno passare da una procedura di gara. Le procedure in questione dovevano essere avviate almeno un anno prima della scadenza e invece, niente: «Allo stato attuale sopravvivono con proroghe sistematiche».

L’Anac ha analizzato i 6.700 moduli pervenuti incrociando i dati forniti dagli enti pubblici concedenti e dalle società concessionarie, e ha riscontrato «incongruenze» e «divergenze» tra dati economici comunicati dalle due parti, soprattutto nel settore autostrade. Il tema ruota attorno agli investimenti e riguarda quel 60% di lavori che le concessionarie auto-stradali devono affidare all’esterno e quindi mettere a gara. Il punto è che le concessionarie tendono a «sottostimare gli adempimenti a loro carico».

Nessuna omissione di dati, fanno sapere però da Aspi. «Esiste almomento una divergente interpretazione rispetto al Ministero di due successive, importanti e contrastanti modifiche normative intervenute nel 2016 e 2018 sul tema dei lavori a controllate e collegate», ha spiegato in una nota la società che aspetta il verdetto del Tar in proposito. A bene vedere, però, il dito dell’Anac è puntato soprattutto sul «deficit dei controlli sistematici del Concedente», cioè dello Stato. Colpa della «scarsa consapevolezza del ruolo», in alcuni casi, ma anche «dello schema di convenzione».

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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