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Manovra: reddito di cittadinanza andrà alle imprese. Di Maio, pronte sei milioni di tessere

ROMA – Luigi Di Maio dice che sei milioni di tessere per erogare il reddito di cittadinanza, l’assegno da 780 euro al mese, sono già in stampa. Un modo anche per esorcizzare le continue voci di un possibile slittamento del provvedimento. Ma la vera novità legata alla principale promessa elettorale del Movimento Cinque Stelle, è l’apertura da parte dei grillini a versare i soldi non direttamente a chi si trova in condizioni di bisogno, ma alle imprese che con quegli stessi fondi potrebbero formare e far lavorare chi vive al di sotto della soglia di povertà.

«Pensare che un’impresa assuma chi percepisce il reddito di cittadinanza e che quel reddito venga trasferito all’impresa credo sia una buona idea per favorire l’occupazione», ha detto ieri il capogruppo al Senato del Movimento Stefano Patuanelli. I grillini però, vogliono non solo che le imprese formino i lavoratori, ma che alla fine li assumano. Un segnale comunque importante. Per le imprese, innanzitutto, che hanno sempre visto il reddito come un sussidio improduttivo. «Noi», dice il direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci, «come sistema siamo pronti a fare la nostra parte, ma bisogna immaginare delle condizioni e dei meccanismi per cui non ci siano alibi: chi rifiuta più di un’offerta di lavoro deve perdere il diritto al reddito».

È un segnale anche per la Lega. E non solo perché tra i primi a formulare la proposta è stato il consigliere economico di Matteo Salvini, e sottosegretario alle infrastrutture, Armando Siri, ma anche perché messa in questo modo la formulazione del reddito diventa digeribile per l’elettorato del Nord. «È un cambio di paradigma», spiega Siri, «in questo modo il reddito diventa una misura per il lavoro che evita il rischio di una frattura nel Paese. Adesso», dice il sottosegretario, «dobbiamo sederci tutti attorno a un tavolo e scrivere il provvedimento». Ma alla base della “svolta” grillina c’è soprattutto il timore che la crisi con l’Europa innescata dalla procedura d’infrazione, possa deflagrare portando ad una crisi non facilmente controllabile. Erogare il reddito alle imprese, infatti, trasformerebbe la misura da una spesa per un sussidio ad una vera e propria decontribuzione, quello sconto sul costo del lavoro considerato da Bruxelles e dagli altri organismi internazionali, come una delle principali riforme necessarie a dare slancio all’economia italiana. Intanto che questa sorta di “clausola anti-sommerso” veda la luce, i tecnici del Movimento Cinque Stelle continuano a limare la proposta che dovrà essere trasformata in un decreto legge o forse, in un emendamento alla manovra.

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