Per la prima volta riuniti tutti gli alti dirigenti

Milano: manifestano i pensionati d’oro, contro i tagli. Chiesto incontro al Governo

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Pensioni

MILANO – Mentre i grilini inseriscono in manovra pesanti tagli ai loro assegni, si tiene un’assemblea affollatissima dei delegati di 850mila dirigenti pubblici e privati contro lo scippo del Governo Conti. Al termine l’assemblea ha approvato una mozione  per ottenere dal Governo un tavolo di confronto da cui, fuori da contesti ideologici, emergano proposte concrete per interventi sul welfare, sull’occupazione e sulla crescita economica, senza penalizzare intere categorie sociali, ma attraverso il più equo ricorso alla fiscalità generale.

L’assemblea a Milano ha visto unite, per la prima volta, tutte le associazioni più rappresentative della dirigenza, pubblica e privata: Confedir, Forum dei pensionati, Assdiplar, magistrati ed avvocati dello Stato, diplomatici, militari, medici. Al termine l’assemblea ha approvato una Mozione per ottenere dal Governo un tavolo di confronto da cui, fuori da contesti ideologici, emergano proposte concrete per interventi sul welfare, sull’occupazione e sulla crescita economica, senza penalizzare intere categorie sociali, ma attraverso il più equo ricorso alla fiscalità generale.

«Vogliamo dare un segnale forte al Paese, alla politica, ai partiti al Governo –  ha proseguito il presidente di Cida. Diciamo basta all’ennesimo contributo di solidarietà che si vorrebbe imporre alle pensioni di importo superiore ai 90mila euro lordi annui. Sarebbe il terzo in pochi anni che, sommandosi ai vari blocchi della perequazione, ha impoverito del 20% le nostre pensioni. E’ un provvedimento ingiusto e dettato dal rancore e dall’invidia sociale contro il quale ci opporremo in tutte le sedi istituzionali e giurisdizionali, compresa la Corte Costituzionale. In questa sala oltre mille delegati rappresentano i nostri 850mila associati che chiedono e pretendono di essere ascoltati: sono una parte importante dalla classe dirigente di questo Paese, hanno le idee e la competenza per contribuire a superare la crisi economica e sociale che stiamo attraversando. Vogliamo confrontarci con il Governo che, finora, è rimasto sordo ad ogni nostro appello», ha affermato Ambrogioni.

Nella mozione si punta a realizzare «la solidarietà attraverso l’utilizzo della leva fiscale, ad attuare celermente ed efficacemente una netta separazione tra previdenza ed assistenza, ad evitare l’approvazione di provvedimenti iniqui, dai forti profili di incostituzionalità e privi di visione sul futuro». L’obiettivo del tavolo, ha continuato Ambrogioni, è «realizzare la vera solidarietà attraverso l’utilizzo della leva fiscale e attuare celermente una netta separazione fra previdenza e assistenza. Il presidente di Cida ha ribadito il no a forme di assistenzialismo e ha sottolineato che lo Stato finora si è dimostrato incapace di intaccare l’enorme massa di evasione fiscale e contributiva che zavorra i conti pubblici. E oggi non si parla più di contrasto all’evasione fiscale, forse perché è più facile scovare i pensionati, i cui redditi sono negli elenchi dell’anagrafe tributaria e che hanno fatto i loro doveri di contribuenti. A margine dell’assemblea Ambrogioni ha spiegato che le pensioni non devono essere toccate, soprattutto i contributi regolarmente versati per tutta una vita di lavoro. Quello che chiediamo è che la solidarietà si realizzi attraverso la leva fiscale, la mutualità fiscale. Questo è il passaggio obbligato: serve un contrasto forte all’evasione fiscale e all’elusione fiscale, temi di cui non si parla più. Per aiutare le nuove generazioni, ha continuato Ambrogioni, occorre «destinare riforme importanti a scuola, ricerca, ambiente, infrastrutture materiali e immateriali, perché il futuro del nostro Paese è nei nostri giovani. Sono risorse importantissime e le dobbiamo coltivare e dobbiamo tutelare».

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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