Qualcosa si muove, ma poco

Dipendenti pubblici, il ministro Bongiorno riforma concorsi e accesso alla dirigenza

di Paolo Padoin - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento

Un ulteriore tentativo di un volenteroso ministro della funzione pubblica per cercare la quadra delle selezioni e delle promozioni ai gradi dirigenziali dello Stato è stato progettato dlla Ministra Giulia Bongiorno, che lo presenterà in uno dei prossimi consigli dei ministri. Il provvedimento probabilmente cederà il passo a reddito di cittadinanza e Quota 100, priorità molto più alte per il Governo rispetto alla pubblica amministrazione.

L’obiettivo che si pone il ddl è quello di ispirare un migliore organizzazione del lavoro degli statali e del servizio reso ai cittadini. Per farlo, si partirà dalla riforma delle procedure concorsuali, che nelle intenzione della Bongiorno, si tradurrà anche in una riduzione dei tempi e dei costi.

Il disegno governativo prevede prove differenziate (teoriche e pratiche) in relazione alle professionalità da reclutare e per orientare i candidati in base alle competenze possedute. Inoltre, si terranno le verifiche psicoattitudinali finalizzate anche all’accertamento delle capacità relazionali e dell’attitudine al gruppo. Questo tipo di accertamento dovrebbe valere anche per altri concorsi e funzioni molto delicate, quale quella della magistratura, ma per ora purtroppo non è così.

Quanto alle commissioni esaminatrici, si prevede che i componenti vengano tratti dal nuovo Albo nazionale dei componenti «in possesso di compatibilità e moralità, nonché di comprovata competenza ed elevata professionalità». Le pubbliche amministrazioni che dimostreranno cattive performance non potranno assumere nuovo personale né conferire incarichi. Se il personale dirigenziale non dovesse applicare le disposizioni in materia di misurazione e valutazione della performance (ad esempio disobbedendo all’obbligo di procedere a una «adeguata differenziazione delle valutazioni» individuali), sarà fatto divieto di erogare, in tutto o in parte, la retribuzione di risultato. Addio, quindi, ai «bonus».

Quanto all’accesso alle qualifiche dirigenziali, per ottenere la qualifica di dirigente di seconda fascia, bisognerà necessariamente passare per i concorsi pubblici organizzati dalla «Scuola nazionale dell’amministrazione». L’incarico sarà in ogni caso rinnovabile una sola volta e solo a condizione che sussistano determinati presupposti, tra cui i brillanti risultati nell’ambito degli incarichi già espletati.

Infine  saranno stabilite linee guida che dovrebbero favorire la mobilità volontaria, anche attraverso l’abrogazione del nulla osta da parte dell’amministrazione di appartenenza. Per il personale in disponibilità, sarà stabilità la definitiva risoluzione del contratto in caso di mancata accettazione di due proposte di ricollocazione formulate nel termine di 24 mesi. Una norma che ricorda, curiosamente, quanto dovrebbe valere anche per il reddito di cittadinanza. Dopo più rifiuti, il privilegio decade.

Si tratta di tentativi apprezzabili ma ci vuol altro per modernizzare una macchina ormai ingessata ed invecchiata come la pubblica amministrazione statale. Nella quale il rinnovamento è stato impedito per decenni dal blocco del turn over e dei concorsi decretato in conseguenza delle politiche di austerità volute dalla ue. Un altro degli effetti dannosi delle politiche comunitarie che ha avuto effetti nefasti soprattutto nel settore della sicurezza intesa in senso lato, causando falle negli organici e invecchiamento negli effettivi di forze dell’ordine e vigili del fuoco la cui azione in molte occasione richiede sì esperienza, ma anche una freschezza e agilità fisica che dipendenti fatalmente invecchiati non possono ovviamente possedere più. Le assunzioni preannunciate in questo settore dai ministri Salvini e Bongiorno potrebbero alleviare queste difficoltà, maancora non sembra che si posa vedere la luce in fondo al tunnel.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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