Giovedì 14 febbraio alle 21

Firenze: al Teatro Verdi l’ORT diretta da Eduardo Strasser, con Jan Lisiecki al pianoforte

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

Il direttore d’orchestra Eduardo Strasser

FIRENZE – Giovedì 14 febbraio al Teatro Verdi per la prima volta sul podio dell’Orchestra della Toscana (ORT) c’è Eduardo Strasser, col suo stile forte e dinamico che qualcuno ha definito «una vera forza della natura, una direzione imbevuta di carisma, presenza scenica e una buona chimica con l’orchestra». Al pianoforte il giovane ma già affermato Jan Lisiecki, per un programma incentrato su Ludwig van Beethoven.

Si apre con l’ouverture Coriolano, scritta non per essere premessa alla nota tragedia di Shakespeare, ma a quella omonima e assai meno nota di Heinrich von Collin, drammaturgo al quale il compositore fu legato da una sincera amicizia. Una versione incentrata sulla figura dell’eroe romano, che, bandito da Roma, stringe alleanza con i Volsci, e si trova poi in preda a contrasti di coscienza; l’incertezza di scegliere la strada dello spergiuro (nei confronti dell’alleanza con i Volsci) o del tradimento (verso la madre patria) lo spinge all’unica soluzione possibile, il suicidio. Pochi lavori sinfonici del compositore possono vantare un’adesione così compiuta all’opposizione fra un principio che afferma e uno che implora.

Segue il Concerto in do minore n° 3 op.37 per pianoforte e orchestra di Beethoven, che Beethoven reputava uno spartiacque nella sua produzione, un netto passo avanti formale e stilistico rispetto ai due concerti precedenti; infine la Sinfonia n.7 in la maggiore, scritta fra l’autunno del 1811 e il maggio del 1812, approdo astratto, persino metafisico, dell’ultima stagione creativa. Richard Wagner commentò: «questa sinfonia è l’apoteosi della danza, è la danza nella sua essenza più sublime».

Strasser, brasiliano, è stato direttore principale del Theatro Municipal de São Paulo dal 2014 al 2016. In Italia ha già diretto concerti sinfonici alla Fenice di Venezia, al Teatro Verdi di Padova e al Teatro Sociale di Rovigo. Ha collaborato con solisti del calibro di Isabelle Faust, Richard Galliano, Barnabas Kelemen, Sergei Krylov e molti altri; parla correntemente portoghese, rumeno, tedesco, inglese, italiano, francese, spagnolo ed ebraico.

A 23 anni Jan Lisiecki è già riconosciuto come uno dei migliori pianisti del nostro tempo. Acclamato per la sua straordinaria maturità interpretativa, è stato descritto come «un pianista che sa fare in modo che ogni nota conti» (New York Times). Si esibisce in tutto il mondo con le orchestre più prestigiose e sui più rinomati palcoscenici e ha lavorato a stretto contatto con importanti direttori quali Sir Antonio Pappano, Yannick Nézet-Séguin, Daniel Harding e Claudio Abbado. Canadese di origini polacche, nel 2013 è diventato il più giovane vincitore dello Young Artist Award di Gramophone e ha ricevuto un Leonard Bernstein Award dal Festival Musicale dello SchleswigHolstein. Registra in esclusiva per Deutsche Grammophon.

Teatro Verdi, via Ghibellina 99, Firenze: giovedì 14 febbraio ore 21 (biglietti da 11 a 16 euro, anche online su su www.teatroverdifirenze.it)

Empoli, Palazzo delle Esposizioni: venerdì 15 febbraio, ore 21

Pistoia, Teatro Manzoni: sabato 16 febbraio, ore 21

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