Un sondaggio recente conferma la situazione

Nonostante litigi e contrasti partiti di governo sempre al 54%. Sondaggio Emg Acqua

di Paolo Padoin - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento, Politica

Si sono moltiplicati in questi giorni i contrasti e le liti fra i due partiti di Governo e i due vicepremier, e ne ha fatto le spese il ministro tria, del quale sembrava si invocasse la sostituzione, magari dopo le europee. ma Di maio ha smentito l’ipotesi. Nonostante i giudizi negativi degli organismi internazionali (Osce, Fmi e Ue) gli italiani però sembrano voler accordare ancora fiducia al governo gialloverde, anche in assenza di valide alternative. il Pd del fratello di Montalbano, pur essendo un po’ cresciuto, non dà evidentemente garanzie di recuperare il preteso buon governo della amministrazioni di sinistra, troppe sono ancora le divisioni al suo interno, e Renzi resta sempre in agguato.

LEGA E M5S  – Secondo un sondaggio Emg Acqua presentato oggi ad Agorà, se si votasse oggi la Lega sarebbe il primo partito, seguito dal Movimento Cinque Stelle. Il 31,9% degli intervistati ha infatti risposto che se si votasse oggi voterebbe per il partito guidato da Salvini (in crescita dello 0,1% rispetto alla settimana scorsa), il 22,7% ha risposto che voterebbe per i Cinque Stelle, percentuale in calo dello 0,2% rispetto alla rilevazione di una settimana fa. In totale le intenzioni di voto dei partiti di governo raggiungono il 54,6%, in lievissimo calo (-0,1%) rispetto alla
scorsa settimana.

CENTRODESTRA – In discesa la percentuale complessiva per le opposizioni di centrodestra (-0,4% rispetto a settimana scorsa), perdono consenso FI, al 9,3% cioè -0,2% rispetto alla settimana scorsa, e Fratelli d’Italia, al 4,7% (-0,2%). Noi con l’Italia 0,6% stabile rispetto a mercoledì scorso.

PD di ZINGARETTI – Il Pd, se si votasse oggi, raggiungerebbe il 21,1% delle preferenze, percentuale in identica a quella della settimana scorsa.

ALTRI A SINISTRA – Lievissimo capo per Più Europa – CD con Bonino, al 2.9% (-0,1% rispetto alla scorsa settimana). Altri partiti fra cui Mdp, Si, Verdi raggiungono il 3,4% (+0,1%). Potere al popolo è all”1,6%.

Il sondaggio è stato effettuato il 4 aprile su un campione rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne
per sesso, età, regione, classe d”ampiezza demografica dei comuni, con in tutto 2.000 contatti.

Anche se il governo non è riuscito a adottare quelle misure economiche tese a rilanciare la crescita, che latita sempre, molti sperano nell’acquisizione facile del reddito di cittadinanza (anche molti migranti e nomadi hanno esultato avendone diritto). Ma proprio a tal proposito conviene riprendere una delle poche osservazioni giuste dell’Ocse in merito alla situazione economica italiana. Gli economisti infatti rilevano che la legge di bilancio del 2019 mira giustamente ad aiutare i più svantaggiati grazie al Reddito di cittadinanza, ma si dovrà fare attenzione a non rendere meno attraenti gli incentivi all’occupazione per non creare circoli viziosi della povertà. Il livello elevato del Reddito di cittadinanza, rispetto ad altri Paesi dell’OCSE, potrebbe infatti scoraggiare la ricerca di posti di lavoro nell’economia formale, specialmente nelle Regioni dove i salari sono più bassi (il pericolo divano paventato dalle opposizioni). Per ovviare a tale problema, Ocse propone di introdurre un regime di prestazioni per chi esercita un’attività lavorativa e di diminuire il Reddito di cittadinanza. Qualche passo in questo senso è stato fatto nell’ultima versione approvata di recente, ma non sembra un intervento sufficiente.

E se l’economia non riparte si dovrà, a settembre, affrontare il nodo delle clausole di salvaguardia Iva. La cui attivazione il prossimo anno farebbe passare l’aliquota intermedia dall’attuale 22 al 25,2% e quella ridotta dal 10 al 13%. Per scongiurare questo scenario, considerato concreto nell’ultima nota congiunturale dell’Ufficio parlamentare di bilancio, il governo Conte sarebbe costretto a reperire 23,1 miliardi di euro entro il 2020. Una scoppola non indifferente, ma soprattutto la necessità di una manovra lacrime e sangue che colpirà soprattutto i soliti noti, pensionati e lavoratori a reddito fisso.

A questo punto tutti i nodi verranno al pettine e Di Maio e Salvini non potranno confidare più nell’inesistente alternativa delle opposizioni, perché allora anche quella parte del popolo italiano che continua a prestare loro fiducia, visti i risultati negativi della loro azione, comincerà a volgere loro le spalle. E neppure la stretta sui migranti sarà di aiuto al Capitano per conservare l’attuale livello di consensi, ammesso che magistratura, sinistre e associazioni benefiche non riescano, come sembra, a stopparla prima.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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