Fermati un marocchino e un palermitano

Palermo: azione antiterrorismo della procura. Aspirante jihadista scoperto dai selfie, con in mano un coltello

di Redazione - - Cronaca

Combattenti della Jihad islamica

PALERMO – Sono in corso perquisizioni domiciliari, disposte dalla Procura della Repubblica di Palermo, nei
confronti degli indagati e di altre persone coinvolte nell’inchiesta sul terrorismo islamico che all’alba ha portato al fermo di due persone, un palermitano e un marocchino «per cercare materiale di propaganda di azioni di natura sovversiva e/o eversiva».

Secondo i pm, il palermitano e il marocchino acquisivano materiale video con istruzioni per la partecipazione ai combattimenti, studiavano di tecniche di guerriglia e scaricavano notizie sulle azioni kamikaze. Sarebbe stato il giovane marocchino, appena 18enne, a spingere progressivamente Frittitta, 25 anni, a forme estreme di radicalizzazione e a istigarlo ad addestrarsi per andare a combattere nei territori occupati dall”Isis a sostegno dei
miliziani jihadisti.
Entrambi praticavano il soft air, la simulazione di azioni militari, per imparare l”uso delle armi e per allenarsi
fisicamente. Per i magistrati sarebbero due lupi solitari,  «che – scrivono i pm nel provvedimento di fermo – intraprendono il jihad senza una ben precisa e chiara organizzazione ma spinti e motivati solo dal crescente odio verso i Kuffar, parola araba che indica, attraverso una grande varietà di sfumature, la persona che non crede nel Dio islamico. Due mujaheddin virtuali , insomma, secondo la Procura, «che promuovono una guerra culturale, anche a colpi di tweet e di notizie artatamente piegate alla propaganda radicale.

Si faceva selfie, che poi postava sui social, con in mano un coltello che definiva mio compare 26 centimetri, si era fatto crescere una lunga barba nera e inneggiava alla vendetta dei combattenti dell”Isis morti in battaglia. Più volte, in rete e nelle conversazioni via web, invocava l”uccisione di “tutti gli occidentali”. Per mesi la Digos, coordinata dalla Procura di Palermo, ha monitorato le sue attività sui social e lo ha tenuto sotto controllo: oggi Giuseppe Frittitta, palermitano, è stato fermato per istigazione e apologia a commettere reati di terrorismo.

 

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