Fra le province peggiori anche Pisa

Lavoro: cassa integrazione in aumento nei primi tre mesi del 2019

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

ROMA – La cassa integrazione nei primi tre mesi dell’anno è tornata a salire, in alcune province, oltre il + 6,1% di media nazionale certificato dall’Inps. Alla Capitale spetta il record assoluto con ben 7 milioni e 653 mila ore di cig autorizzate (su un totale nazionale di 66 milioni) ed un aumento del 115,8% sul 2018. Gli aumenti più elevati si registrano nella provincia di Taranto (+751,8% e 5,6 milioni di ore), in quella di Genova, che fa segnare un balzo del 390% a quota 2,53 milioni di ore. Pesante anche la frenata di Frosinone dove la cig aumenta del 260,5% a quota 2,11 milioni. Secondo i dati elaborati per la Stampa dal Servizio politiche attive del lavoro della Uil ben 35 province su 101 fanno segnare un incremento dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali, 26 addirittura crescono a doppia cifra.

Ad aumentare soprattutto le ore di cassa integrazione straordinaria (+11,1%), mentre quella ordinaria cresce del 4,7% e quella in deroga scende dell’80,8%. Soffre soprattutto il comparto industriale, che nonostante i dati positivi di molti distretti tipicamente manifatturieri, a livello nazionale vede la cassa integrazione crescere del 25,4%, mentre nell’edilizia scende del 4,8% e nei campi del commercio e dell’artigianato addirittura cala del 65/67 per cento rispetto a inizio 2018.

Oltre a Taranto, Genova, Frosinone e Roma la classifica delle 10 peggiori comprende anche Campobasso dove la cassa nel primo trimestre è aumentata del 311,9%, a seguire Pisa (+178,6%), Oristano (+174,2), Pordenone (+139,4), Mantova (+113,8) e Ferrara (+106%). Di contro le migliori 10 sono nell’ordine: Crotone che passa da 34.196 ore a zero (-100%), Aosta -90,6, Asti -86,7, Parma -86,4, Rovigo -84,7, Vercelli -84,6, La Spezia -84,2, Reggio Emilia -80,3 e Gorizia -77%.

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