Le dichiarazioni del premier

Conte: positivi incontri Via della Seta, Governo inizia fase due. Al rientro l’incontro con Siri

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano

PECHINO – «E’ stata giusta l’intuizione di firmare il memorandum sulla Via della seta e sono molto soddisfatto e molto fiducioso sulle opportunità per il sistema Paese». Lo dice il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a
margine della sua visita alla Città proibita di Pechino.
«La realizzazione ci fa ben sperare per l’intensificazione degli scambi commerciali e dei rapporti economici con un partner strategico importante come la Cina. Abbiamo agito nel modo migliore anche per le modalità trasparenti di questo passaggio. Il confronto ci ha consentito di rivendicare e affermare principi di parità di condizioni,
sostenibilità finanziaria e ambientale, reciprocità».
Più in generale, afferma Conte, «i tre giorni a Pechino sono stati intensi e proficui: un’occasione anche per uno scambio con altri capi di Stato e di governo, per aggiornarsi sui più importanti dossier e sui rapporti bilaterali. Ho ricevuto molte gradite attenzioni da parte del governo del presidente Xi Jinping. Sicuramente un bilancio molto positivo».

GOVERNO – «In Italia riprenderemo il lavoro quotidiano e strategico perché siamo nella fase due del governo, con lo sblocca cantieri, il decreto crescita, le strategie per potenziare la ricerca e rinforzare tutto il sistema dell”istruzione. Dobbiamo lavorare al turismo, rinforzare il sistema agroindustriale, valorizzare i nostri beni culturali». Lo dice il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a margine della sua visita alla Città proibita di Pechino, poco prima della ripartenza per Roma, dove arriverà in nottata. «Abbiamo un’agenda fittissima di lavoro», afferma il premier.

SIRI – In merito all’incontro con il sottosegretario e alle polemiche fra M5S e Salvini dichiara: «Domani confido di poter vedere Siri: non ho ancora fissato l’incontro ma sicuramente domani sarà il primo giorno utile per poterlo vedere. Datemi il tempo di riorganizzare l’agenda per la fase di rientro. Sono d’accordo con Salvini e infatti l’ho dichiarato anche io: non sono un giudice. Non è certo con l’approccio del giudice che affronterò il problema. I tempi della giustizia sono altri. Io ho fatto l’avvocato e mai fatto il giudice neppure prima: non lo sono adesso».

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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