Bufera politica per lo smantellamento dello stand Altaforte

Salone del Libro di Torino: esclusa casa editrice col volume su Matteo Salvini. Il ministro: «Censura inaccettabile»

di Redazione - - Cronaca, Cultura, Libri, Politica

L’editore Francesco Polacchi con il libro su Salvini

TORINO – Polemiche e richiami alla censura. Dopo che è stato completamente smantellato, al Salone del Libro, lo stand di Altaforte, la casa editrice vicina a Casa Pound al centro delle polemiche, esclusa dalla kermesse. Vicino allo stand del ministero della Difesa è rimasta la sagoma dello stand.

«Le mie dichiarazioni sono state usate come scusa, sono stato denunciato per un reato di opinione. Sono disponibile a chiarire la mia posizione con la Procura, ma ritengo che la pietra dello scandalo sia il libro ‘Io Matteo Salvini’. E’ un attacco al ministro dell’Interno, che comunque non voglio tirare per il bavero», commenta Francesco Polacchi, editore di Altaforte. «Una revoca inaccettabile – aggiunge – andremo per via legali».

«Siamo nel 2019 alla censura dei libri in base alle idee, al rogo dei libri che non ha mai portato fortuna in passato». Così Matteo Salvini durante un comizio a Pesaro, in cui ha criticato «la minoranza di sinistra che si arroga il diritto di decidere chi può fare musica, chi può fare teatro, chi può pubblicare libri. Alle idee si risponde con altre idee, non con la censura. Alla faccia dei compagni e dei democratici, che decidono chi può andare al Salone del Libro e chi non ha diritto ad andarci».

 

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