I dati del ministero dell'Economia

Flat tax: le proposte della Lega, costo 13 miliardi. Intanto è boom di nuove partite Iva

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

Ministero economia e finanze

ROMA – Costo intorno 13 miliardi di euro per una platea stimata di almeno 20 milioni di famiglie. È la proposta di flat tax che la Lega porterà al tavolo governativo che Luigi Di Maio ha chiesto di aprire per arrivare ad adottare la misura bandiera del partito di Matteo Salvini in parallelo all’introduzione del salario minimo.

La Flat tax, al 15%, è rivolta a chi ha un reddito familiare lordo non superiore a 50 mila euro l’anno; 26 mila in caso di persone single senza figli o familiare a carico. E si basa su un sistema di deduzione che varia in funzione del reddito e della composizione della famiglia e sull’applicazione di un’imposta sostitutiva del 15% sul reddito familiare.

Si cita l’esempio di una famiglia monoreddito con due figli e 35 mila euro di reddito: pagherà 2.000 euro in meno di tasse, con una tassazione che passa dal 21 al 15%, sul reddito imponibile considerando tutte le deduzioni previste.

Intanto il Mef informa che la flat tax già introdotta per le partite Iva funziona, addirittura un boom. Nei primi tre mesi del 2019 sono state aperte 196.060 nuove partite Iva con un aumento del 7,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il Mef specifica che 104.456 soggetti hanno aderito al regime forfetario (la nuova flat tax), pari a più della metà del totale delle nuove aperture (53,3%), con un aumento di adesioni di ben il 40% rispetto allo stesso periodo dell”anno precedente.
L”andamento, sottolinea il Dipartimento delle Finanze, è influenzato dalle modifiche normative introdotte con la legge di bilancio 2019, che ha elevato a 65.000 euro il limite di ricavi per usufruire del regime forfetario con l”introduzione anche di alcune agevolazioni contributive per coloro che aderiscono. Tali modifiche, evidenzia il Dipartimento, hanno quindi avuto un duplice effetto, da un lato hanno determinato un aumento complessivo delle aperture di partita Iva, dall”altro una ricomposizione delle aperture a favore della natura giuridica persona fisica e a sfavore delle forme societarie.

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