Occhi in campoe orecchie a San Siro

Fiorentina salva: 0-0 inguardabile col Genoa. Viola fischiati. Uomo di Commisso in tribuna. Pagelle: tutti senza voto

di Sandro Bennucci - - Cronaca, il Blog di Sandro Bennucci, Primo piano, Sport

(Foto Giacomo Morini)FIRENZE – La Fiorentina è salva. Ma dopo il fischio finale di Orsato, la squadra viola è subissata di fischi. Risuona il coro: meritiamo di più, meritiamo di più. Svanisce l’ansia, volano via i fantasmi. Grazie all’Inter che ha battuto l’Empoli, spedendolo in serie B. Può esultare anche Cesare Prandelli, che va a salutare la curva Fiesole, prendendosi applausi. Qui non c’è stata una partita di calcio, ma una specie di batti murino e palla avvelenata. Nessuno voleva la responsabilità di buttarla dentro. Si è giocato con le orecchie a San Siro più che con i piedi al Franchi. Poi la rabbia per il grande spavento è tutta per i giocatori viola e per i Della Valle. Mentre in tribuna d’onore, il signor Joe Barone, emissario di Rocco Commissoo, si fa fotografare con la sciarpa viola al collo. L’affare si farà: con la Fiorentina che resta in serie A (ma dai, quanta ansia…) l’italo-americano comprerà. Restano però tanti nodi da sciogliere. Per esempio ci sarà da capire chi resterà: si sussurra che, oltre a Veretout (fischiato quando è uscito) anche Chiesa e Milenkovic possano essere ceduti direttamente dai Della Valle. Che incasseranno, si dice, oltre un centinaia di milioni, più i 135 da Commisso. Ma ci sono pagine che andranno scritte nei prossimi giorni. Intanto mi esento dal dare un giudizio tecnico su una partita inesistente, giocata più con le orecchie su quel succedeva a San Siro che a provare a far gol. Tutti insieme, viola e genoani, hanno giocato a batti murino: cioè butto la palla di la e tu la ributti di qua. Mi astengo anche dal fare le pagelle. O meglio le pubblico con una lunga fila di sv, ossia senza voto. E allora? La Fiorentina resta nella massima serie, dove deve stare chi rappresenta Firenze. Ma basta citare ruolini di marcia di questo tipo (due pareggi e sei sconfitte, compresa la semifinale di Coppa Italia, nelle ultime otto partite) per capire che bisogna cambiare registro. Montella (stasera squalificato) deve riscattarsi. Non è così che si può stare sulla panchina della Fiorentina. Per ora tiriamo il fiato. E aspettiamo una degna ripartenza.

COMMISSO – Atmosfera allucinante. Davanti allo Fiesole, lo striscione urla: Per Firenze, per la maglia, per la curva: Combatti!Occhi sul campo e orecchie a San Siro. Il Franchi ribolle di tifo viola: c’è anche chi si è portato l’ansiolitico. Nutrito anche il formaggino dei genoani. In tribuna non ci sono i Della Valle. In compenso si è presentato il signor Joe Barone, dirigente dei Cosmos di New York, emissario di Rocco Commisso, il miliardario che dovrebbe comprare la Fiorentina. Non a caso spunta anche qualche bandiera a stelle strisce. Pezzella gioca con la mascherina sul naso. Montella, sostituito dal secondo, Daniele Russo, ha voluto un centrocampo folto per sopperire alle note carenze. Nl Genoa fanno paura Veloso e il mestierante Pandev. Prima azione dei viola al 45 secondo di gioco: Muriel aggancia un buon pallone in area, tira, ma Radu è pronto. E addirittura blocca. Squadre copertissime. La Fiorentina prende l’iniziativa, ma è attenta a rientrare ogni volta che perde il pallone. Brutto scontro di testa (8′) fra Pezzella e Pandev. Il capitano viola si tocca la mascherina salvanaso, ma si rialza e ricomincia a giocare. Chiesa appare nervoso e perde un paio di palloni ingenuamente.

DELLA VALLE – Al 13′ coro per Davide Astori. Ci vuole la scossa. Che non si vede. Il giro-palla dei viola è timoroso, impacciato. I genoani sono lì, pronti ad approfittare del minimo errore. Chiesa stenta a entrare in partita e viene preso a spallate da Biraschi. Arriva la notizia che il Milan è in vantaggio sulla Spal e questa è una notizia che dovrebbe stimolare l’Inter, sempre sullo 0-0 con l’Empoli. Buono anche il flash da Cagliari: sardi in vantaggio sull’Udinese. Però non c’è da fidarsi. Al 20′ fa paura Pandev che parte palla al piede da trequarti: Gerson lo mette giù e viene ammonito. Al 26′ si sblocca Chiesa, che aggancia il pallone fuori area e ciprova: tiro teso, ma non difficile per Radu, che para in tuffo.Poi Federico accusa un dolore: lo soccorrono. Riprende a giocare, ma pare non stia benissimo. Con lui menomato, al Fiorentina frena: cioè si abbandona a un trotterellare senza costrutto. La curva Fiesole ricomincia a cantare contro i Della Valle. Sale qualche fischio di disapprovazione. Daniele Russo, vice di Montella in panchina, si sgola. E al 33′ la Fiorentina rischia: fallo di Veretout fuori area, a destra. Punizione che spiove in area, Lafont e i difensori si affannano a deviare in angolo. Poi è Gerson che rompe l’assedio. Franchi con il cuore in gola.

LAFONT – Tachicardia collettiva al 41′ per un rilancio affrettato e sbagliato di Lafont: che mette in azione Pandev e compagni. Oddio, oddio. Poi Pezzella e compagni riescono a rimediare. Ma sembra si giochi sugli spilli. Il pallone scotta fra i piedi. Tutti hanno paura di sbagliare. Primo tempo agli sgoccioli. Due minuti di recupero. Viola in avanti al 46′: Muriel manda il pallone alto sopra la traversa genoana. La Fiorentina vorrebbe provarci ancora, quando arriva il fischio di Orsato. Riposo. Così stando le cose, la Fiorentina sarebbe salva, con alle spalle Udinese, Empoli e Genoa, per ora la terza squadra destinata a retrocedere. Milan in Champions, con Inter e Atalanta, inchiodate sul pareggio, ancora a giocarsela. Ma tutti i destini devono ancora compiersi.

KEITA – Il rischio? Che il Genoa tenti il tutto per tutto, nella ripresa, per vincere la partita. Ma non succede. E’ la Fiorentina che prova a spingere subito, trascinata dal Franchi e da una curva Fiesole dal tifo incessante, martellante, continuo. Pezzo di bravura di Muriel (1′) che fa proseguire Chiesa. La difesa genoana si salva, poi Biraghi spreca tutto. Al 5′ arriva la notiziona: gol dell’Inter. L’eroe è Keita. Esultanza collettiva al Franchi: anche da parte dei genoani. Si vede che Chiesa non sta benissimo. Biraschi lo ferma agevolmente, facendo quasi un figurone. Ma l’impressione, ora, è di un allenamento di metà settimana, invece di una partita-spareggio per restare in serie A. Notizia da San Siro: rigore per l’Inter. Il Var conferma la decisione dell’arbitro. Ma Dragowski para la conclusione di Icardi. Ahi, ahi. Poteva essere la fine delle sofferenze. Qui, comunque si gioca, come si diceva una volta, a batti murino. Cioè un po’ la tiro io e un po’ la tiri te.

TRAORE’ – Aggiungo che è inammissibile arrivare a fine campionato con il cuore in gola. Squadra scarsa, l’ho detto e scritto tante volte, ma confesso che mi sarei aspettato più grinta e almeno una parvenza di gioco in una partita così delicata, contro un Genoa che, onestamente, è poca cosa. Invece mi cadono le dita sulla tastiera quando vedo Edimilson con il pallone fra i piedi, a metà campo, che non sa che cosa fare. Ma dai…Intanto ha pareggiato l’Udinese a Cagliari. Friulani virtualmente salvi. Guizzo di Chiesa (22′) e Pereira riesce solo a deviare in angolo. Poi continua la partita a palla avvelenata: ognuno nel suo campo. Quando arriva la notizia che nessuno avrebbe voluto sentire: pareggio dell’Empoli. Autore Traorè, il quasi giocatore viola. Paura, paura. Al 33′ Muriel si scatena, serve Chiesa davanti a Radu: tiretto di Federico, parato in … quattro tempi dal portiere genoano.

NAINGGOLAN – Raddoppio dell’Inter: gol di Nainggolan. Esultano i genoani che vedono allontanarsi lo spauracchio della B. Ma i tifosi viola non si fidano ancora. Prandelli vuole blindare il pareggio: sostituisce Pandev, ormai senza fiato, con Rolon. Non c’è aggressività. Veretout va in terra (43′) e Braschi butta la pala in fallo laterale. Veretout esce: e viene salutayo da una bordata di fischi da tutto il Franchi. Odio Napoli, urla la Fiesole. Entra Dabo. Quattro minuti di recupero. La Fiesole riprende il suo coro: Della Valle se ne va. Il gioco non interessa quasi più. Si cerca di far ssare il tempo. Due minuti di recupero sono passati. Pezzella manovra il pallone con accortezza, i genoani sono rintanati nella loro metà campo. Ancora batti murino: io ls tiro di qua e tu di là. Finisce a San Siro. L’Inter va in Champions: Empoli in B. Sono i giornalisti di Genova, qui in tribuna stampa, i più scatenati. Il Franchi si scatena, ma con una contestazione plateale. Il coro, ora, è rivoltoai giocatori: fate ridere. E giù una mrea di fischi quando i viola si infilano nel tunnel che porta negli spogliatoi. E’ la rabbia dopo ansia e sofferenza. Applausi solo per Cesare Prandelli, che saluta la Fiesole, felice come una Pasqua per essersi salvato. Ma ora basta. Speriamo davvero di voltare pagina.

 

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Sandro Bennucci

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