I grillini dopo la batosta elettorale

Di Maio salvato dalla piattaforma Rousseau. Il governo va avanti (per quanto tempo?)

di Sandro Bennucci - - Cronaca, il Blog di Sandro Bennucci, Politica, Primo piano

Luigi Di Maio, salvato dal voto sulla piattaforma Rousseau

ROMA – La piattaforma Rousseau ha salvato Luigi Di Maio: confermandolo capo politico del Movimento 5 stelle. Non basta: quel voto (sul quale molti hanno dubbi perchè mancherebbero garanzie di trasparenza) ha anche tenuto in piedi il governo (Salvini aveva escluso di poter andare avanti, per esempio con Di Battista) ed evitato uno scioglimento anticipato delle Camere, con la conseguenza di far decadere deputati e senatori eletti poco più di un anno fa,il 4 marzo 2018. Di Maio, dunque, è stato confermato capo politico del M5S con l’80% delle preferenze. A dire sì alla conferma sono stati 44.849 votanti. In 11.278 hanno invece votato contro. Nella Prima Repubblica, tanto vituperata all’epoca e ora sommessamente rimpianta, un capo politico che si fosse visto dimezzare i voti in una tornata elettorale si sarebbe immediatamente dimesso. Amintore Fanfani lo fece. Ma nella seconda Repubblica, Walter Veltroni, seppe fare altrettanto. Aggiungo anche che Matteo Renzi ebbe la coerenza di dimettersi da presidnte del consiglio dopo la secca sconfitta nel referendum del dicembre 2016.

Lui, Di Maio, ha invece subito dichiarato su Facebook: «La riconferma del mio ruolo è solo il primo passo per avviare una profonda organizzazione del M5S, per renderlo più vicino ai cittadini per rimarcare la nostra identità. Tra qualche settimana conoscerete la nuova struttura organizzativa che per me deve prevedere compiti ben precisi in capo a persone individuate dal M5S, deleghe su economia, territori, liste civiche, imprese, lavoro, ambiente, sanità, la tanto discussa comunicazione. Non perderò tempo, domani, 31 maggio, avrete già novità sul rinnovo di alcuni ruoli e procedure interne. Vi ringrazio tutti e vi voglio bene! – ha aggiunto -. Ringrazio chi mi ha confermato la fiducia, chi si è astenuto e chi ha votato contro. Non mi monto la testa, questo è il momento dell’umiltà. Sono sicuro che insieme ripartiremo più forti di prima. Per il MoVimento 5 Stelle e per il Governo italiano che sosteniamo».

Il blog delle Stelle ricorda che, quando Di Maio fu eletto la rima volta, durante la kermesse di Rimini del 2017, a votare sulla Piattaforma Rousseau furono 37.442 iscritti. Quindi, pomposamente, aggiunge: «Con 56.127 preferenze espresse, la nostra piattaforma online ha fatto registrare il record assoluto. Quella odierna è stata non solo la votazione con maggior partecipazione dell’intera storia di Rousseau, ma anche quella più partecipata di sempre, a livello mondiale in fatto di democrazia digitale». Morale? Il M5S tira a campare, al governo. Quando anche il suo giornale di riferimento, Il Fatto Quotidiano, in un articolo firmato da Antonio Padellaro, gli aveva consigliato di passare all’opposizione.

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Sandro Bennucci

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