La scelta attraverso le primarie

Regione: il Pd cerca un presidente-sindaco. In pole Eugenio Giani davanti a 4 sfidanti

di Sandro Bennucci - - Cronaca, il Blog di Sandro Bennucci, Politica, Primo piano

Eugenio Giani

Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale della Toscana

FIRENZE – E’ entrata nel vivo, nel Pd, la scelta per il candidato presidente della Regione Toscana per le elezioni del 2020. E sembrano inevitabili le primarie. Dove Eugenio Giani, presidente del consiglio regionale, viene considerato campione di preferenze rispetto agli altri concorrenti che, nell’ordine, sarebbero: Simona Bonafè, renziana, eurodeputata e segretaria toscana del partito; Federico Gelli, ora zingarettiano, con un passato ormai lontano di vicepresidente della Regione; Vincenzo Ceccarelli, assessore alle infrastrutture e ai trasporti, molto vicino al presidente uscente, Enrico Rossi; Vittorio Bugli, assessore alla presidenza, uomo-macchina, anche lui nella sfera di Rossi. Ma in caso di sfida fra possibili candidati, nessuno, secondo valutazioni oggettive, potrebbe tenere il passo di Giani, che ha estimatori in tutte le province e conosce la macchina amministrativa in ogni ingranaggio, in virtù di un lavoro di vari decenni.

Simona Bonafè

DEM – Perchè in casa Dem sarebbero arrivati a pensare alle primarie? Sono stati passati al setaccio mille volte, o più, i risultati delle elezioni europee e comunali di domenica 26 maggio e la conclusione è una sola: la Regione Toscana, governata per 50 anni dalla sinistra e dal centrosinistra, può essere difesa dall’avanzata del centrodestra a trazione leghista solo con il metodo usato per eleggere i sindaci: ossia attraverso un nome fortemente legato al territorio, riconoscibile e che goda di una buona dose di fiducia. La dimostrazione? Prendiamo l’esempio di Firenze dove, nella scheda per le europee, la Lega arrivò a insidiare il Pd. Mentre un attimo dopo, nel momento di votare per il sindaco, i fiorentini non ebbero dubbi: Nardella vincitore al primo turno. La Toscana rossa degli ultimi 50 anni non esiste più. Anche nelle poche zone industriali, gli operai non votano più a senso unico. Piombino è un altro esempio che fa riflettere il Pd.

L’assessore alle Infrastrutture, Vincenzo Ceccarelli

CENTRODESTRA – La decisione di fare le primarie, evitate in passato perchè la tenuta del partitone, nell’unica vera roccaforte rimasta, sembrava scontata, nasce anche dalla necessità di sollecitare l’elettorato prima del voto regionale, per interessarlo, renderlo partecipe e addirittura protagonista. L’idea di una scelta calata dall’alto, in una situazione dove c’è un plotone di neozingarettiani che però deve ancora fare i conti con i resistenti renziani, appare più rischiosa.

L'assessore regionale al Bilancio Vittorio Bugli

L’assessore regionale Vittorio Bugli

Il centrodestra, oltre che sul nome della probabilissima candidata-presidente, Susanna Ceccardi, sindaco di Cascina, si farà trascinare ancora da Salvini. Ecco perchè il candidato del centrosinistra dovrà essere forte del consenso della base. Ossia in grado di affrontare la sfidante sul territorio, ma anche il vero Capitano. I tempi? Finora è stata fatta melina, soprattutto perchè qualche candidato pensava di poter essere indicato dalle segreterie (nazionale e regionale), una sorta di unto dal Signore. Ma gli elettori, sia pure fedelissimi, nelle sezioni stanno facendo capire che non vogliono essere scavalcati in vista di una tornata elettorale che può rappresentare uno spartiacque. Dopo mezzo secolo tondo di risultati sicuri.

Tag:, , , , , , , ,

Sandro Bennucci

Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
Scrivi al Direttore

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.