I passi principali della lettera del premier

Conte alla ue: tagli per 2 miliardi, manovra economica in linea con le regole europee

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica, Primo piano

ANSA/ETTORE FERRARI

ROMA – «L’Italia, in quanto paese fondatore della casa comune, avverte la piena responsabilità di coltivare un dialogo aperto e costruttivo con la Commissione europea». Così in un passaggio della lettera, visionata dall’Adnkronos, che il premier Giuseppe Conte ha inviato ai 27 Stati membri della Ue, al presidente della commissione Ue Jean Claude Juncker e al Presidente del consiglio europeo, Donald Tusk.

Tagli della spesa pubblica per 2 miliardi di euro, l’impegno al rispetto delle regole europee ma con un approccio incisivo per adattarle ai nuovi scenari economici: sono i punti chiave della lettera inviata ieri dal premier Giuseppe Conte alla Ue per scongiurare una procedura sui conti, secondo quanto riporta il ‘Corriere della Sera’. La misura fa seguito all’impegno assunto lo scorso inverno dal governo davanti alla Commissione di applicare una clausola sulla spesa in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi di deficit-pil 2019.

«Siamo tutti determinati ad evitare la procedura, ma siamo – precisa Conte – anche convinti della nostra politica economica. Rispettare le regole europee, senza che ciò impedisca che ci facciamo anche portatori di una riflessione incisiva su come adeguare le regole», aggiunge.

«L’Italia lo ha dimostrato anche di recente, nel dicembre 2018 – scrive ancora il premier – allorché un intenso negoziato ha consentito di chiarire i dettagli della nostra manovra economica, il linea con le regole previste dal patto di stabilità e crescita. Adesso l’Italia viene nuovamente sollecitata a dare conto del rispetto di queste regole. Prima che l’Unione Europea si trovi a dover affrontare nuove crisi finanziare sistemiche e globali, occorre una riflessione approfondita su come assicurare un effettivo equilibrio tra stabilità e crescita, tra riduzione e condivisione dei rischi. Sono poli dialettici, ma devono essere valutati insieme, devono essere tra loro adeguatamente bilanciati. Come l’esperienza ha dimostrato – scrive ancora il premier – se sono posti in opposizione, se per assicurare la piena realizzazione dell’uno si sacrifica l’altro, si rischia di pagare un prezzo molto elevato per la coesione sociale ed economica dei singoli Stati membri,e, quindi, per la credibilità stessa del progetto europeo».

 

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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