Gruppi schierati a difesa della Carola

Salisburgo: manifestanti per Carola Rackete protestano contro Mattarella

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

ANSA/FINZI

SALISBURGO – La nuova moda, Carolamania, di difendere chi commette atti illeciti, per i quali viene inquisito dalla magistratura, si espande a macchia d’olio e coinvolge anche il nostro Capo dello Stato. Protesta a margine della visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Salisburgo, per la liberazione della comandante della Sea Watch 3, Carola Rackete. Mentre Mattarella e l’ospite austriaco, il presidente Alexander Van Der Bellen con le rispettive delegazioni facevano il loro ingresso nella casa natale di Mozart, i manifestanti – circa una cinquantina, ‘armati’ di striscioni, altoparlanti, ombrelli arancioni e giubbotti dello stesso colore, simili a quelli usati per i salvataggi in mare,
hanno inscenato la protesta invocando ‘Libertà per Carola’.

Un cordone di Polizia controlla la manifestazione assolutamente pacifica. Diversi anche gli slogan contro Matteo Salvini. La pacifica manifestazione sta continuando nei vicoli della vecchia Salisburgo, dove il presidente Mattarella, uscito dalla casa natale di Mozart, sta facendo una passeggiata. Gli attivisti, molti dei quali ambientalisti, lo stanno seguendo con striscioni e slogan. La protesta non è ovviamente diretta alla figura del presidente della Repubblica ma al governo italiano, al quale si chiede l’immediata liberazione della comandante Carola. «Non è ammissibile pensare di fare politica, come fa Salvini, sulla pelle degli esseri umani ha spiegato una manifestante. E’ assurdo che finisca in galera chi salva le vite umane gli ha fatto eco la sua vicina. A Mattarella chiediamo di parlare con Salvini e di convincerlo a liberare Carola» dicono in molti, dimostrando la loro enorme ignoranza perché non è certo Salvini che decide della libertà o meno della comandante, che ha infranto leggi italiane, ma la magistratura. Ma questo è il livello dei dimostranti democratici, anime belle della politica dell’accoglienza e queste sono le conseguenze della sfrenata politica della denigrazione del ministro leghista da parte delle sinistre italiane.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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