Ancora per lungo tempo i contrasti sull'immigrazione

Migranti e accoglienza: l’inadeguatezza degli organismi sovranazionali prolungherà le crisi molto a lungo

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

Risvolti politici, giudiziari e diplomatici. Da Lampedusa i cerchi concentrici della battaglia navale politico mediatica in corso da mesi fra le Ong e Salvini sono destinati a infrangersi ancora a lungo sul Governo e sull’Europa.La strategia di forzare l’attracco, inaugurata dalla Sea Watch, e la ricorrente casistica di navi con a bordo immigrati che eludono il divieto di entrare nella acque territoriali, lascia sospettare una strategia che punta a esasperare il braccio di ferro con il ministro dell’Interno e a creare contrasti interni al Governo. Una sfida che potrebbe comportare però un passo falso o peggio un incidente di percorso. Come quello che stava per verificarsi all’alba del 29 giugno nel porto di Lampedusa, con il quasi speronamento di una imbarcazione della Guardia di Finanza da parte della Sea Watch.

Dopo l’ingresso necessitato (a dire della Ong) del veliero Alex della MediterraneaSaving Humans nella banchina del porto delle Pelagie e lo sbarcodei 46 migranti allineati sul ponte, è approdata anche lamotonave Alan Kurdi, della Ong Sea Eye, con a bordo 65 migranti che, prima respinta da Malta, è stata poi accolta grazie ad un accordo di malta col governo tedesco, che aveva invece escluso qualsiasi intervento per la nave Alex .

Il sequestro del veliero Alex e l’iscrizione sul registro degli indagati del comandante per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e non ottemperanza del divieto di entrare nelle acque territoriali e degli ordini ricevuti da una nave militare, hanno acceso la miccia della polemica fra Salvini e i ministri dellaDifesa, Elisabetta Trenta, e dell’Economia, Giovanni Tria. Il leader della Lega e vice premier ha fatto notare via social e telegiornali ai due colleghi di governo che se la Sea Watch e la Alex prima sono entrate nelle acque territoriali e poi attraccate a Lampedusa probabilmente sono circostanze che rientrano nelle loro responsabilita’. Un modo sottile, per sottolineare che contro gli immigrati si batte soltanto la Lega.

Assieme all’acceso confronto politico fra Lega da un lato, Pd eparte dei 5 Stelle dall’altra, la frontiera europea di Lampedusa si e’ arricchita di una ulteriore trincea. Quella dello scontro fra Salvini, la magistratura e l’Europa. Ai giudici il ministro dell’Interno contesta la mancata convalida dell’arresto del comandante della Sea Watch, Carola Rackete.

Piu’ a largo raggio lo scontro con l’Europa, che riguarda la battaglia geopolitica globale sui migranti. Una battaglia sulla pelle delle vittime della tragedia mondiale dell’immigrazione, ignorata proprio da quelle istituzioni nazionali e sovranazionali, che avrebbero invece il potere di regolamentare il fenomeno e di renderlo accettabile a tutti i Paesi coinvolti. Si tratta dei Parlamenti, della Commissione Europea, delle Nazioni Unite e dei G20, che non hanno  mai trovato il tempo per varare accordi o riforme che risolvano la crisi umanitaria dei profughi o quanto meno scongiurino lo stillicidio quotidiano di naufragi ed emergenze.

Una circostanza sottolineata anche da Papa Francesco, che lancia appelli continui solo a favore dei migranti, il cui salvataggio e la cui accoglienza sono diventati per lui ormai quasi un’ossessione, l’unico obiettivo da perseguire nel suo pontificato. Chi si accontenta…

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