Il popolo italiano propenso al voto

L’ultimo sondaggio potrebbe illuminare Mattarella, che tira dritto per la sua strada

di Paolo Padoin - - Lente d'Ingrandimento


(Foto di Paolo Giandotti – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Forse l’amletico presidente Mattarella, impegnato in questi giorni a pilotare la crisi verso la conclusione ispirata dai poteri forti, potrebbe considerare maggiormente quello che chiedono gli italiani, mettendo in secondo piano i desiderata di Macron, Merkel e von der Leyen. Ma è stato messo lì apposta da Renzi, e quindi, come a suo tempo fece Napolitano, deve proteggere e favorire certi potentati e certi ambienti.

Secondo gli ultimi sondaggi diverso sarebbe il desiderio degli italiani: dopo la crisi di Governo il 42,8% sarebbe andato a elezioni subito; per il 30,4% si sarebbe dovuto fare un Governo per approvare la finanziaria, per poi andare al voto nel 2020; per il 20,6% si sarebbe dovuto fare un Governo di legislatura appoggiato da Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, mentre per il 6,2% si sarebbe dovuto fare un nuovo Governo sostenuto sempre da Lega e Movimento 5 Stelle.  Sono i risultati emersi dal sondaggio realizzato dall’istituto di ricerca Quorum/YouTrend per Sky TG24 diffuso dalla testata.

Secondo il 58,8% degli intervistati, qualora ci fosse una differenza radicale tra i rapporti di forza tra i partiti in Parlamento rispetto a quelli che ci sono nel Paese, sarebbe giusto andare a elezioni anticipate. Al contrario il 41,2% ritiene che non si debba andare alle urne.

Il sondaggio ha rilevato anche le intenzioni di voto se domani ci fossero le Elezioni Politiche: Il 53,5% saprebbe chi votare mentre il 46,5% è indeciso o astenuto. Tra chi esprime una preferenza, la Lega resta il primo partito in Italia, anche se in calo, con il 31,9%,  seguita dal Pd con il 22,3%. Il M5S si attesta nelle intenzioni di voto al 18,6%, poi Fratelli D’Italia, che secondo il sondaggio arriverebbe al 8,8%, e Forza Italia al 6,8%. Seguono +Europa al 4,1% e La Sinistra al 2,9%. Il 4,6% degli intervistati si orienterebbe invece verso altri partiti.

La rilevazione ha sondato anche quali sono i temi su cui il nuovo Governo dovrebbe intervenire: per il 51,8% è fondamentale il tema del lavoro, per il 19,6% le tasse, per il 15,3% scuola e università, per il 15,2% il taglio agli sprechi della politica, per il 15% la sanità, per il 13% la giustizia, per il 12,9% l’immigrazione, per il 12,5% l’ambiente, per il 10,5% la sicurezza e per il 9,4% le politiche per la famiglia e per l’infanzia.

Per il 43,1% l’immigrazione non ha avuto un impatto positivo sull’economia italiana, mentre il 30,9% considera abbia avuto un impatto positivo. Per quanto riguarda i rapporti con l’Unione Europea il 42,8% considera che l’appartenenza dell’Italia alla UE abbia portato più svantaggi che vantaggi, di opinione opposta il 39,3%. Proprio l’opposto di quello che predicano Pd, sinistre e volontariato interessato.

Ma di tutto questo il nostro Presidente non terrà sicuramente conto, come del resto hanno fatto molti suoi predecessori, Napolitano in primis. L’opinione del popolo conta molto poco, quello che interessa sono i voleri della finanza e delle cancellerie che contano.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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