Le osservazioni del sindacato Anief

In Italia, ma anche in Francia e Portogallo, mancano docenti qualificati. E i governi non pongono rimedio

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

Italia, Francia e Portogallo tra i Paesi europei con maggiore carenza di docenti qualificati. Questo si evince dal rapporto ‘Education and Training Monitor 2019′, per le competenze di insegnamento in un ambiente multiculturale o multilingue, nell’insegnamento a studenti che appartengono a realta’ svantaggiate dal punto di vista socio-economico e con esigenze particolari. Tra le cause figura anche il progressivo invecchiamento della popolazione del corpo insegnante.

Questo viene segnalato dal sindacato Anief in una nota e il Presidente,  Marcello Pacifico, osserva: «la ricerca conferma la necessita’ di intervenire con urgenza nel sistema di formazione iniziale in servizio degli insegnanti, ma anche nel reclutamento e nella valorizzazione delle competenze nei diversi contesti educativi con organici legati al territorio».

E aggiunge: «Per motivi di bilancio  negli ultimi dieci anni, piuttosto che investire sugli organici e sulla specializzazione degli insegnanti si e’ preferito tagliare e risparmiare con parametri numerici che non tengono conto del contesto classe e scuola-territorio. Il Parlamento ha approvato delle norme sui BES e sul Sostegno, ma le buone intenzioni si sono sempre scontrate contro i vincoli della legge di stabilita’. E’
arrivato il momento di invertire la rotta, una volta per tutte. Si guardi cosa succede per gli insegnanti di sostegno dove ci sono oltre 60 mila posti vacanti e il 90% delle nomine in ruolo vanno deserte per mancanza di candidati. Gli ultimi corsi universitari di specializzazione, come se non bastasse, sono stati anche contrassegnati da una errata distribuzione regionale. E nel frattempo – conclude -, decine di migliaia di alunni si ritrovano con il sostegno negato, senza docente o con meno ore di quelle previste dal Pei».

Una situazione disarmante. vari governi, in primis Renzi con la sua fallimentare «Buona Scuola», poi Gentiloni e Conte con i vari ministri che si sono avvicendati sulla poltrona di viale Trastevere, ultimo Fioramonti, il terribile debellatore di merendine, non sono riusciti a migliorare di un millimetro la situazione. e la scuola è sempre affidata alla buona volontà e alla professionalità, quando esiste, dei professori mal pagati e costretti spesso a operare lontanti dalle famiglie e dalla loro città. Ma questa, si sa, è la sorte di molti statali.

Tag:, ,

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: