Tribunale di Prato

Prato, figlio con minore: perizia psichiatrica affidata a esperto del caso di Cogne

di Gilda Giusti - - Approfondimento, Cronaca

Tribunale di Prato

PRATO – E’ stato affidato al professor Renato Ariatti, docente dell’Università di Bologna, l’incarico di effettuare una perizia psichiatrica per valutare le
condizioni psicologiche della 30enne pratese accusata di atti sessuali e violenza sessuale nei confronti di un minorenne a cui dava ripetizioni private e da cui ha avuto un figlio ormai di quasi un anno. Ariatti, che fu il perito nel processo di Cogne nei confronti di Anna Maria Franzoni, è stato nominato questa mattina nel corso della seconda udienza del processo in cui, oltre alla trentenne, siede sul banco degli imputati anche il marito, accusato invece di falsa
attestazione di stato. In una prima fase della vicenda, il marito aveva affermato di essere lui il padre del bambino nato dalla relazione della moglie con il 15enne, pur sapendo, secondo l’accusa, che il bambino era stato concepito con il minore, oggi quindicenne ma che all’epoca dei fatti contestati, sempre secondo gli inquirenti, non aveva ancora compiuto 14 anni. Il docente universitario avrà 120 giorni per consegnare al tribunale i risultati della perizia. (segue)

L’indagine, condotta dalla squadra mobile di Prato e coordinata dai pm Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli, era stata avviata nei primi giorni di marzo in seguito alla denuncia presentata dai genitori del ragazzo a cui la donna aveva dato in passato ripetizioni private. A loro, il 15enne aveva raccontato della relazione con la donna e di essere il padre del neonato che la sua insegnante, già madre di un altro bambino, aveva partorito pochi mesi prima. La paternità dell’adolescente venne successivamente provata dal test del Dna, effettuato sul neonato con il consenso dell’indagata. L’esito del test del Dna è stato acquisito nel corso dell’udienza odierna agli atti del processo. Dal 27 marzo scorso la donna era finita agli arresti domiciliari, disposti dal gip del tribunale di Prato, su richiesta della procura, per rischio di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato. Prima il tribunale del Riesame di Firenze e poi il tribunale di Prato
hanno respinto i ricorsi presentati dei legali della trentenne per chiedere la revoca degli arresti domiciliari.

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Gilda Giusti

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Redazione Firenze Post
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