Ocean Viking bloccata in mare per 11 giorni, ma finora il sequestro di persona contestato solo a Salvini

I migranti dell’Ocean Viking sbarcano. Via libera del Viminale

Ancora porte spalancate ai migranti, ma solo dopo le elezioni.  Il Viminale ha aspettato il voto in Umbria per autorizzare lo sbarco della Ocean Viking a Pozzallo. La nave è rimasta  per undici giorni in mare, poi Lamorgese ha dato l’ok allo sbarco dopo il catastrofico risultato umbro: «In base ai preaccordi di Malta tra Linosa e Malta Francia e Germania accoglieranno 70 naufraghi». 104 sono i presunti profughi, veri clandestini, che la Ocean Viking è corsa ad accogliere in mare lo scorso 18 ottobre.

Grande ovviamente la soddisfazione di Michael Fark, capomissione di «Medici senza frontiere» che gestisce la nave insieme a «Sos Mediterranee»: «Siamo sollevati ed apprezziamo che Francia, Germania ed Italia abbiano finalmente trovato una soluzione per il ricollocamento di tutti i 104 naufraghi a bordo della Ocean Viking e per i 90 sulla Alan Kurdi», ha affermato (anche se, in realtà, per quest’ultima non c’è ancora nessun autorizzazione allo sbarco).  Sulla stessa linea Veronica Alfonsi, portavoce di Open Arms: «Con lo stallo della Ocean Viking, sembra di essere tornati indietro ad agosto, quando con la nostra nave siamo rimasti davanti a Lampedusa per 20 giorni. Si tratta dell’ennesima violazione delle convenzioni internazionali e dei diritti umani. In Europa, a quanto pare, cambiano i governi, ma la politica migratoria resta la stessa».

La politica ha taciuto per lunghi giorni prima del fatidico 27 ottobre e perciò stonano  le prese di posizione tardive della maggioranza. Dopo il risultato elettorale si è svegliato Orfini (PD) che ha chiesto al ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, l’autorizzazione allo sbarco, seguito dal leader di Italia Viva Matteo Renzi, che su Twitter ha chiesto di «far sbarcare subito la Ocean Viling» perché «non si tengono le persone in mezzo al mare». Dopodiché è stata la volta del ministro Pd Dario Franceschini, che ci ha tenuto a precisare di aver parlato «più volte con il presidente del Consiglio e col ministro degli Interni», per dire loro che «non è tollerabile tenere un minuto di più persone in mare».Idem il capogruppo Pd alla Camera, Graziano Delrio: «Le persone a bordo dell’Ocean Viking devono sbarcare. Siamo convinti che il governo presto metterà la parola fine a questa condizione che non è accettabile».

Un risveglio tardivo, dunque, calcolato (inutilmente, visto l’esito) sui tempi delle elezioni regionali in Umbria. Difficile, dunque, dar torto a chi, come la vicesegretaria di «Più Europa», Costanza Hermanin, ha commentato: «Siamo contenti che Italia Viva e Pd si siano svegliati e oggi chiedano la soluzione per la vicenda della Ocean Viking. Peccato che abbiano atteso il risultato, fallimentare, delle elezioni in Umbria».

Ma mentre le stesse Ong erano state attivissime nella protesta e nella denuncia delle presunte malefatte e violazioni di Salvini, inviando esposti alla magistratura, puntualmente accolti e tramutati celermente in richiesta di procedimenti penali, adesso analogo comportamento non è denunciato dalle stesse Organizzazioni né perseguito dalla magistratura.

Ricordiamo tutti come la procura di Agrigento si era fiondata più volte a bordo delle navi Ong bloccate fuori dal porto di Lampedusa per verificare lo stato dei migranti a bordo. Adesso la magistratura preferisce attendere gli eventi. In fondo si tratta della stessa situazione che era stata considerata in passato passibile di procedimento per il reato di sequestro di persona, ma allora il ministro era Salvini. Può darsi che la procura competente intenda agire dopo che i migranti saranno sbarcati e dopo aver avuto elementi dalle Forze dell’ordine, non certo dalle Ong, che si guardano bene dal denunciare un governo di sinistra.

 

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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