Il rapporto presentato a Parigi

Pensioni, l’Ocse boccia l’Italia: «Aumentare l’età del ritiro dal lavoro. Basta quota 100»

di Sandro Bennucci - - Cronaca, Economia, Pensioni, Primo piano

PARIGI – Bocciato dall’Ocse il sistema pensionistico italiano: che fa andare in pensione persone troppo giovani e le gratifica di una rendita (secondo l’organizzazione) superiore del 13% agli altri Paesi. Prima di dire che l’Ocse non tiene conto delle tasse che gravano sulle pensioni italiane in misura assai maggiore rispetto al resto del mondo, e svuotate per di più da balzelli di solidarietà di dubbia legittimità, diamo la notizia: secondo l’Ocse,  la priorità dovrebbe essere aumentare l’età effettiva di ritiro dal lavoro dato che al momento è a 62 anni, di due anni circa inferiore a quella media Ocse e di cinque più bassa rispetto all’età legale di vecchiaia (67). Lo si legge nel Rapporto Ocse Pensions at a Glance, nella scheda sull’Italia nella quale si ricordano le nuove regole per il sistema previdenziale a partire da Quota 100. La sfida sarà «mantenere adeguate prestazioni di vecchiaia limitando la pressione fiscale a breve, medio e lungo termine». Che cos’è L’Ocse? Ha sede a Parigi ed è stata istituita con la Convenzione sull’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, firmata il 14 dicembre 1960 ed entrata in vigore il 30 settembre 1961, sostituendo l’Oece, creata nel 1948 per amministrare il cosiddetto Piano Marshall per la ricostruzione postbellica dell’economia europea. Dai 20 Paesi iniziali, tra cui l’Italia, Paese fondatore, l’OCSE è passata oggi a 36 Paesi membri. Ora si profilano altri sei ingressi.

ASSEGNO – Secondo l’Ocse, dunque, l’Italia spende per il sistema pensionistico il 16% del Pil, il secondo livello più alto nell’area Ocse. Lo rileva  il Rapporto presentato oggi, 27 novembre, a Parigi, che punta il dito sul reddito medio delle persone con più di 65 anni. Dice l’Ocse che è simile a quello dell’intera popolazione, mentre nella media Ocse è più basso del 13%. L’Ocse sottolinea che l’età di ritiro legale è 67 anni, tre anni superiore a quella della media Ocse ma che di recente è andata indietro rispetto alle recenti riforme introducendo Quota 100.

LAVORO – L’aumento dell’età pensionabile effettiva in Italia dovrebbe essere la priorità, evidenziando la necessità di limitare il pensionamento anticipato agevolato e di applicare debitamente i collegamenti con l’aspettativa di vita. Bisogna poi concentrarsi sull’aumento dei tassi di occupazione, in particolare tra i gruppi vulnerabili, il che ridurrebbe l’utilizzo futuro delle prestazioni sociali di vecchiaia. Bravissimi, quelli dell’Ocse: si basano sui numeri senza tener conto della situazione reale. Che è quella di un Paese dove si perdono migliaia di posti di lavoro ogni mese, favorendo la fuga in pensione come il si salvi chi può. Quanto all’assegno, non esiste nessuno stato al mondo dove un pensionato medio sia costretto a pagare circa il 50% di tasse. Il torto dell’Ocse? Non aver valutato la situazione italiana nel suo complesso prima di emettere un giudizio che va rapidamente rivisto.

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Sandro Bennucci

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Direttore del Firenze Post
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