Asti: Gabrielli ai sindaci, il ministro dell’Interno deve essere un politico, non un tecnico

ASTI – Da La Nuova provincia di Asti del 6 dicembre traiamo due affermazioni importanti, una addirittura clamorosa, del Capo della Polizia, Prefetto Gabrielli, in visita in quella città. Incontrando i sindaci della provincia il capo della polizia ha parlato di immigrazione e di scelta dei ministri.

«L’immigrazione ha sempre accompagnato l’evoluzione dell’umanità, ma va governata e non subita – ha detto – Se si desertificano i territori dai residenti autoctoni, gli stranieri che arrivano e occupano quel vuoto tendono ad enclavizzarsi e questo a scapito di una vera integrazione per tutti. Per questo i sindaci devono lavorare per far rimanere i residenti nei loro paesi». E ha spiegato che, anche in tale prospettiva, uno dei suoi metri di misura dell’efficienza dei Questori di tutta Italia è proprio la loro conoscenza del territorio e il loro rapporto con i sindaci dei paesi di loro competenza.

Il prefetto Gabrielli non ha lesinato neppure opinioni personali su temi politici di respiro nazionale, come ad
esempio la nomina del Ministro dell’Interno, quello da cui dipende la pubblica sicurezza di tutta Italia. «Ferma restando la mia stima all’attuale ministro Lamorgese – ha detto – io ritengo che il Ministero dell’Interno debba essere assegnato ad un politico, non ad un tecnico. Perchè è il Ministero che decide su diritti e libertà e quelli sono argomenti di ordine strettamente politico».

Sono perfettamente d’accordo con il Capo della Polizia, l’indirizzo politico di un ministero deve provenire da un politico, non da un tecnico travestito da politico, come è avvenuto troppe volte in passato, ultimo caso, prima di oggi, almeno all’interno, con Anna Maria Cancellieri.

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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