Le stime dell'ABI

Banche: rallenta il deterioramento del credito. Npl sotto 80 mld, -60% in 4 anni

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

ROMA – Un piccolo segnale di miglioramento dell’economia: quest’anno i debiti delle imprese nei confronti delle banche si sono deteriorati a un tasso inferiore rispetto al 2018: il 3,1% del totale è diventato Non performing loans (Npl) contro il 3,3% del 2018, con differenze però ancora consistenti tra il Nord-Est (tasso al 2,3%) e il Sud (4,4%).
Lo afferma un rapporto di Abi e Cerved, secondo il quale nel prossimo biennio questo miglioramento dovrebbe frenare ma si resterà ancora sotto le medie pre-crisi finanziaria. “Il problema dello stock di sofferenze nei bilanci delle banche è in via di soluzione”, commenta Andrea Mignanelli, amministratore delegato di Cerved. “Non si interrompe il trend di riduzione della rischiosità degli attivi delle banche: la stabilizzazione del flusso di nuovi crediti deteriorati favorirà un’ulteriore contrazione dell’Npl ratio, che ci attendiamo convergere in breve tempo sui target fissati dalle Autorità di vigilanza”, aggiunge Giovanni Sabatini, direttore generale di Abi.

Non performing loans (Npl) in pancia alle banche italiane: alla fine dell’anno il totale sarà sotto gli 80 miliardi, contro gli 84 di giugno e i 197 miliardi di fine 2015, con un taglio del 60% in quattro anni.
E’ la stima dell’Abi emersa durante la conference call sul rapporto stilato con Cerved sulla riduzione del tasso di deterioramento del credito delle imprese, con il processo di riduzione che nel 2019 “è stato favorito dalle operazioni di cessione e dal calo dei flussi di nuovi crediti deteriorati”.

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