Il provvedimento emesso dai giudici

Genitori di Renzi: le motivazioni della sentenza del Tribunale. Ma i difensori annunciano appello

di Redazione - - Cronaca, Top News

Tiziano Renzi e Laura Bovoli

FIRENZE –  Sono state pubblicate le motivazioni della sentenza di condanna che il Tribunale di Firenze ha emesso nei confronti di Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori di Matteo Renzi, il 7 ottobre scorso: «Per quanto emerso dall’istruttoria dibattimentale, risulta sussistere un compendio probatorio preciso ed univoco che consente di affermare, senza incertezze, la ricorrenza di tutti gli elementi costitutivi dei reati contestati ai tre imputati». Il Tribunale, come noto, ha condannato Laura Bovoli e Tiziano Renzi alla pena di un anno e 9 mesi di reclusione al termine del processo per due fatture false, e l’imprenditore Luigi Dagostino a due anni di reclusione per fatture false e truffa aggravata.

Prosegue la motivazione: «La fragilità e la clamorosa contraddittorietà della posizione difensiva si evidenzia in modo emblematico laddove si presti attenzione ad elementi che si traggono dalla documentazione concernente le due fatture e la corrispondenza informatica relativa alla loro trasmissione. Si ricava, infatti, dall’esame delle tre diverse versioni della fattura n. 202/2015, emessa dalla Eventi 6, non solo un’incertezza davvero sorprendente sul valore della presunta prestazione di consulenza, lievitato inspiegabilmente, nel giro di pochi giorni, di 40 mila euro, ma anche l’indicazione dell’esistenza di un incarico specifico, conferito in una determinata data, e di un altrettanto specifico momento di consegna dell’elaborato costituente l’oggetto della prestazione, avvenuto nelle mani di un fantomatico incaricato della società committente, la cui identità non è mai stata nemmeno allegata da parte dei due imputati. Ciò a dimostrazione di come, almeno nelle intenzioni degli ideatori dell’operazione, ben doveva esservi una documentazione comprovante l’effettività dell’incarico e della prestazione (sempre al contrario di quanto sostenuto nelle dichiarazioni difensive del Renzi e della Bovoli), tanto che una relazione veniva, comunque, trasmessa in allegato ad uno dei messaggi di posta elettronica (peraltro, non si comprende il motivo visto che doveva esservi già stata la consegna dell’elaborato, secondo quanto indicato nelle varie versioni della fattura)».

Inoltre «può, pertanto, essere affermata la penale responsabilità dei tre imputati per quanto agli stessi, rispettivamente, contestato; quanto alla pena, equa appare, alla luce dei parametri di cui all’art. 133 cod. pen., per la Bovoli Laura ed il Renzi Tiziano, quella di anni 1 e mesi 9 di reclusione (pena base quella di anni 1 e mesi 6 di reclusione per il più grave reato di cui al capo 2, determinata in misura corrispondente al minimo edittale, con aumento di mesi 3 per la continuazione con il delitto di cui al capo 1), certamente espressione di una medesima risoluzione criminosa. Non vi sono ragioni positive che consentano il riconoscimento di circostanze attenuanti generiche, al di là della mera incensuratezza, di per sé insufficiente, non avendo i predetti imputati fornito un fattivo contributo per la ricostruzione dei fatti e mostrato segni di ravvedimento, continuando a sostenere la loro posizione al di là di ogni evidenza contraria). Per il Dagostino, quella dì anni 2 di reclusione (pena base quella di anni 1 e mesi 8 di reclusione per il più grave reato di cui al capo 3, determinata in misura lievemente superiore al minimo edittale in considerazione della personalità dell’imputato, per come ricavabile dai suoi precedenti penali, e della consistenza della sua condotta, con ruolo determinante nella vicenda, con aumento di mesi 4 per il delitto di truffa pluriaggravata, collocabile, anch’esso, nel l’ambito di una medesima progettualità delittuosa)».

Tutto questo viene però viene contestato dai difensori dei Renzi: «La lettura delle motivazioni della sentenza di primo grado dimostra evidenti e palesi incongruenze giuridiche e nella ricostruzione dei fatti sulle quali presenteremo appello nei termini previsti dalla legge. Le contraddizioni presenti nella motivazione della sentenza ci fanno guardare al processo di appello con molta fiducia nel doveroso rispetto per i giudici». Lo affermano Federico Bagattini e Lorenzo Pellegrini, avvocati difensori di Tiziano Renzi e Laura Bovoli. Il ricorso in appello sarà presentato contro la sentenza del Tribunale di Firenze (oggi sono state depositate le motivazioni) che il 7 ottobre scorso ha condannato Laura Bovoli e Tiziano Renzi, genitori dell’ex premier Matteo Renzi, alla pena di un anno e 9 mesi di reclusione al termine del processo per due fatture false, e l’imprenditore Luigi Dagostino a due anni di reclusione per fatture false e truffa aggravata. Anche l’avvocato Alessandro Traversi ha fatto sapere che presenterà ricorso per conto di Dagostino

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